SVOLTA - "Se la chiave di volta sono state le 2 punte contro la Fiorentina o l'arrivo di De Rossi? Quando le cose non vanno si provano un po’ di cose. Di sicuro al mister dobbiamo tanto, sia dal punto di vista caratteriale, sia tattico, ma un po’ di meriti dobbiamo prenderceli anche noi".
DE ROSSI - "Tutti se lo aspettavano. Pochi ci avrebbero creduto, ma noi che lo vediamo tutti i giorni possiamo confermare che è davvero passionale. C’è grande sintonia con noi giocatori, perché ha smesso da pochi anni e si sente ancora uno del gruppo, spesso ci fa battute, gli piace stare nello spogliatoio, ci prende in giro. Cosa mi ha dato? È un grande motivatore, lo vedi nei suoi discorsi prepartita".
PARAGONE CON BATISTUTA - "Avevo i capelli lunghissimi, ancora più di oggi e senza la fascetta in testa. Inoltre, calciavo forte per essere piccolino, ed è nato il paragone. Ma il mio vero modello è Ibrahimovic. L’ho avuto come compagno di squadra al Milan, è stato qualcosa difficile da raccontare. Averlo al fianco ogni giorno ti insegna qualcosa che non puoi spiegare a parole: lì ho compreso il campione che è stato. E qui entriamo nel discorso mentale di ottenere qualcosa in più: ci riesci grazie a giocatori come lui, oltre che al lavoro che in quegli anni fece Pioli".
VITINHA, EKUBAN ED EKHATOR - "Abbiamo tante soluzioni? Non solo: abbiamo anche imparato che non è importante chi gioca, ma quello che si fa quando viene il tuo momento. C’è grande sintonia. Abbiamo segnato tanto cambiando le partite con i subentrati".
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