SERIE A - "Questione mentale, magari anche stanchezza: giocare in Europa ti fa sentire a posto, a grandi livelli, è bellissimo, ma negli ultimi due mesi avevamo giocato il giovedì alle 21 e la domenica alle 15. E alla lunga lo senti. Non è giustificarsi, dico che conta moltissimo la testa perché ci siamo sempre allenati al centomila per cento. Eppure... Il periodo veramente no è cominciato dopo la finale di Supercoppa persa contro il Napoli. Perché sei lì, hai un trofeo a un centimetro: e se poi non lo prendi, beh, ci resti male. E te la porti dietro".
CREMONESE - "Non è la chiusura di un cerchio ma il principio di due mesi che saranno i più importanti dell’anno".
ASTON VILLA O ROMA - "La Roma ti fa più giocare e palleggiare; l’altra va diretta, ti colpisce al cuore, è forte, ha giocatori veloci ed è forse la vera favorita per la vittoria finale. Noi sfavoriti? Beh: ci siamo, poi si vedrà. La ricordo la partita di settembre: presi una traversa, non facemmo affatto male, anzi...".
MENTAL COACH - "A settembre ho ripreso a fare due chiacchiere con Gustavo, un amico psicologo. È una bella cosa, perché da fuori sembra che la nostra vita sia tutta dorata, perfetta, sicura; e invece anche noi abbiamo necessità, dubbi, bisogno di supporti. Una volta Lollo De Silvestri, che è un po’ il nostro “mental”, disse: “Non dovete vergognarvi a parlare con uno psicologo”. In passato ero convinto di poter fare tutto da solo. Ma servono anche altre componenti se vuoi durare a lungo e ad alti livelli".
FUTURO - "Mancano due mesi alla fine della stagione e col Bologna sto da dio, mi sento in una vera famiglia. Per cui oggi penso solo a questa famiglia, perché non mi va di dire “resterò ancora tanti anni” e fare eventuali figure di chi parla tanto per parlare. Del mercato non si sa mai ma vi ricordo che oltretutto ho rinnovato poco tempo fa, quindi...".
GOL MIGLIORI - "Faccio il podio: quello alla Roma in Europa League, quello di tacco a Genova e poi insieme quelli a Fiorentina e Toro".
ZIRKZEE E IMMOBILE - "Cosa mi hanno insegnato? A credere in me. Sempre".
FORMAZIONE - "Italiano la dice mezz’ora prima dell’ultimo riscaldamento. Mi piace: perché tutti si devono sentire importanti. E chi entra dopo può esserlo anche più di chi inizia: lui lo dice sempre ed è verissimo".
SOGNO MONDIALE - "Continua eccome. Che ci vogliano due mesi, un anno, tre, quattro o dieci io ho sempre la nazionale in testa. Lo sanno tutti ed è per questo che, ringraziando e mostrando il massimo rispetto per una nazionale come l’Italia, dissi di no".
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