MERCATO - "Quando sei in una piazza piccola per la Serie A come Pisa, devi fare i conti anche con l'appeal nei confronti dei giocatori in un determinato momento. Per anni venire al Pisa era straordinario per i giocatori in Serie B. Ottenere il sì di giocatori importanti che conoscono la categoria forse al primo anno è quasi impossibile, lo devi fare perdendo di vista il progetto e la sostenibilità della società. A gennaio abbiamo pensato fosse più utile puntare sull'età e sulle potenzialità dei ragazzi. L'esperienza costa e ha un'età diversa, e probabilmente non combacia con il percorso che deve fare il Pisa in questo panorama. Non sempre volere è potere".
HILJEMARK - "Credo che in questo momento sia più importante pensare alle prossime tre partite. Anche una singola vittoria a fine campionato, con un gruppo nuovo, può creare qualcosa di positivo per gli anni a venire. Abbiamo un gruppo di ragazzi molto giovani, per questo sarà importante lavorare queste settimane".
ANALISI DELLA STAGIONE - "Tante volte ci siamo interrogati per cercare di capire cosa potesse mancarci: se fosse un problema di gol fatti, di tenuta difensiva, di scelte o di sostituzioni. In realtà, credo che ci sia mancata l'esperienza stessa della Serie A, la reale conoscenza della categoria. E non mi riferisco solo ai giocatori, perché questo gruppo ha dimostrato ancora oggi di essere formato da ragazzi veramente speciali. Credo che la città di Pisa debba essere orgogliosa di averli avuti qui, non solo per lo storico traguardo raggiunto l'anno scorso, ma per il grande attaccamento alla maglia che hanno sempre dimostrato. Un atteggiamento che il nostro pubblico, dimostratosi ancora una volta ampiamente da Serie A, ha capito e apprezzato. Purtroppo l'esperienza ci è mancata. Abbiamo pagato probabilmente un errore di valutazione commesso in estate, tra luglio e agosto: non abbiamo compreso appieno quali fossero le reali necessità per mantenere questa categoria. Inoltre, ci siamo scontrati con il problema del nostro 'appeal' sul mercato. Se in Serie B il progetto del Pisa rappresentava qualcosa di straordinario, in Serie A ci siamo scontrati con una realtà in cui la competizione nazionale ed europea è altissima. Queste sono dinamiche che riesci a capire fino in fondo solo vivendole sulla tua pelle. Pensi di poter arrivare a determinati obiettivi e invece ti rendi conto di dover affrontare un mercato nettamente più competitivo, in cui tu non rappresenti più l'eccezione positiva ma diventi la normalità, o addirittura ti ritrovi un gradino sotto la normalità, considerata la nostra lunghissima assenza da questa categoria. In queste situazioni così complesse devi sempre cercare di bilanciare due aspetti: le esigenze a breve termine – ovvero cercare di avere un impatto immediato sulla squadra per salvarla – e la visione a lungo periodo, che coincide con la salvaguardia e la salute finanziaria della società. Non puoi mai perderla di vista. Il paradosso del calcio è che oggi retrocediamo, ma magari tra sedici mesi vedremo tanti di questi ragazzi giocare stabilmente in altre squadre di Serie A. E allora verrà spontaneo chiedersi: 'Ma come mai da noi, tutti insieme, non hanno funzionato?'. Purtroppo la risposta è che, a volte, certe alchimie e certi incastri semplicemente non funzionano. A volte metti insieme tanti giocatori, ma non riesci a trovare gli elementi giusti in grado di aiutare e amalgamare bene il gruppo. I motivi dietro a un'annata storta possono essere centinaia. Il dato di fatto è che oggi retrocede una squadra neopromossa dalla Serie B, che agli occhi di molti sembrava la principale candidata alla retrocessione fin dal primissimo giorno. Noi abbiamo cercato in ogni modo di fare di tutto per provare a invertire questo pronostico, ma purtroppo non ce l'abbiamo fatta. Mi dispiace davvero molto. Ricordo quello che dissi in passato, dopo la finale playoff persa contro il Monza: se in quel giorno avessimo vinto, forse non ci saremmo sentiti del tutto pronti per il salto di categoria. Invece, forti della straordinaria annata dell'anno scorso, stavolta ci sentivamo molto più pronti di quanto poi abbiamo realmente dimostrato di essere sul campo. Nonostante l'amarezza di oggi, io credo fermamente che questo progetto abbia aperto degli spiragli e costruito basi solide che a Pisa non si erano mai viste. Sono convinto che tutto il lavoro fatto finora potrà portare questa società a ritrovare la Serie A, permettendole di affrontarla e mantenerla in maniera molto più stabile la prossima volta", riporta Tmw.
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