E chi può essere l'eventuale sostituto in azzurro? Ecco i nomi papabili secondo la Rosea: "Conte ha un contratto però si sa come vanno le cose nel calcio, ormai quasi legittimamente: si vedranno, si incontreranno, parleranno, si confronteranno, si abbracceranno oppure no, chi può mai dire cosa possa succedere in quelle ore-minuti-secondi? E quindi è lecito maneggiare con cura il block notes dei ricordi, tuffarsi nel passato e però proiettarsi in un orizzonte «nuovo» nel caso in cui (e solo in quella circostanza) Conte diventi ct o semplicemente l’autorevole compagno di due stagioni, esaltante, eccitanti, da protagonista sempre: De Laurentiis rivede spesso se stesso, ripensa alle sensazioni che gli hanno lasciato antichi o recenti incontri e scava nella memoria in cui, recentemente (estate del 2023) s’adagiò Thiago Motta, pur dopo un dialogo intenso e vibrante, sfociato nel nulla. Ma Motta qualcosa lasciò nella percezione che De Laurentiis ha degli uomini e la personalità e il carattere - oltre ai concetti squisitamente tecnici - non ha rimosso la sua simpatia per l’allenatore italo-brasiliano. Il Napoli che l’ha rapito è stato quello di Sarri, 4-3-3, e Fabio Grosso al Sassuolo sta reinterpretando a modo suo un modello di calcio che, dovesse andar via Conte, potrebbe essere inseguito ancora: non mancano gli esterni (bassi e alti), non mancano le punte, né i centrocampisti, e dunque il materiale umano sembrerebbe adatto. Poi, c’è la figura di un tecnico emergente, con un suo profilo identitario, che verrebbe radiografato. Ci sarebbe ben poco da svelare di Vincenzo Italiano, che in pectore sulla panchina del Napoli è stato accomodato ripetutamente, che da De Laurentiis ha ricevuto complimenti a botta calda dopo aver vinto al Maradona con lo Spezia, che ciclicamente è finito nell’elenco dei pretendenti".
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