AGLI ITALIANI - "Messaggio agli italiani? Nulla, abbiamo giocato con 10 milioni di spettatori a Bergamo, quello che ho sentito per gli stadi, girando per strada... domani sta a noi dare una gioia tutti. Speriamo arrivi questa gioia".
SENSAZIONI - "Come a Bergamo, cambiato poco, ci giochiamo tanto domani e c'è questa consapevolezza. Loro sono forti, anche fisicamente, hanno grande qualità. Ci vuole una grandissima Italia per coronare il sogno di arrivare ai Mondiali".
MOTIVI PER CREDERCI - "Spero di non deluderli, scenderemo in campo con grande voglia e veemenza. È l'aspetto più importante della nostra storia calcistica, siamo diventati campioni pur non essendo i più forti, ma con grande cattiveria agonistica e sofferenza. Non deve mancare questo".
PAURA - "Lasciarla fuori dal campo? Le partite sono difficili, specialmente quando sai che non puoi sbagliare, non puoi fallire. Puoi dire ciò che vuoi ai calciatori, poi in campo vanno loro. Tatticamente qualcosa abbiamo sbagliato l'altra sera, la posizione di Locatelli, vi ho spiegato. Noi siamo stati bravi, la verità è una sola: ora siamo bravi, non eravamo questi. Arrivavano facilmente in porta, ci creavano tanto. Ora come annusiamo il pericolo, siamo migliorati. Siamo stati meno brillanti nel primo tempo, ma va bene, la squadra sta bene in campo e soffre meno gli avversari: pensiamo al concreto che è la cosa importante, anche se siamo meno bellini".
CAMPO - "Sinceramente non debbiamo pensare al campo, è un alibi. Se è brutto, è brutto per noi e loro. La gara va giocata, se iniziamo a pensare a campo e tribuna... È da deboli pensare a questo. Mi sembra un campo che può andare, ho fatto un anno qui vicino e so bene cosa vuol dire. Campi brutti erano dove giocavo l'anno scorso. Anche fosse stato brutto, ci possiamo fare poco. La partita va giocata".
PAROLE CT BOSNIA - "Lui è un grande giocatore di poker, lo apprezzo molto. Domani voglio scambiarci due parole, giocava punta al Leverkusen, all'Amburgo. Era un buon attaccante. So che gli piace il poker, lui è preparato, ho la sensazione che gli vogliano bene. Entra nell'anima dei giocatori, gli vogliono bene i suoi. Era un giocatore importante, ha fatto 45/47 partite e fatto 17 gol, è credibile. Lui sa, come sappiamo noi. La polemica di Dimarco è una stupidaggine, siamo stati stupidi noi a farci male da soli. Ma la Bosnia ha qualità, è fisica, si fa sentire e sa soffrire, sanno giocare. I due attaccanti si muovono molto bene, fanno robe importanti con Dzeko. C'è grande rispetto, è una squadra che ti può mettere sempre in difficoltà".
ITALIA NON VA AI MONDIALI? - "Non è il momento di parlarne e non sono la persona adatta. Per me sarebbe una delusione, una mazzata importante. Mi devo assumere le responsabilità, le mie, sono il ct. Ma nel caso ne parliamo dopo. Non mettiamoci i punti, la testa non ce la siamo spaccata ancora. Non sono la persona adatta per dire cosa succede al nostro calcio. Ho un mio pensiero sul calcio italiano e me lo tengo dentro di me. Quello che succederà nel bene e nel male si vedrà. Io ci metto la faccia personalmente come ho sempre fatto".
MENTALITÀ BALCANICA - "Io sono stato bene all'Hajduk, quello che vedo nella nazionale bosniaca è un mix. Di giocatori forti fisicamente. Ho fatto giocare tantissimi giovani, non hanno paura, sono sfacciati. Hanno grande forza fisica, mi aspetto questo. Perché ha queste caratteristiche qui.Doveva venire qui. I componenti dello staff erano con me all'Hajduk e non poteva venire, deve rappresentare il club per un problema federale a Zagabria. Come allenatore dell'Hajduk abbiamo fatto tre partite contro squadre bosniache. Non c'era bisogna che me lo dicesse, si capisce l'atmosfera allo stadio".
ANCORA DZEKO - "Ho una buona amicizia da qualche anno, la stagione scorsa quando ero all'Hajduk poteva venire a giocare qui. I primi anni che ci parlavo avevo percepito lo spessore dell'uomo, come calciatore lo conoscete tutti. Come uomo non mi sorprendono le parole, ha grandissimi valori. Penso che stamattina non si sia smentito. Complimenti a lui per quello che ha fatto e sta facendo. Ma anche per lo spessore dell'uomo. Loro sono qui, si giocano la loro partita, nel loro stadio. Ripeto: quello che è successo non mi è piaciuto per questo motivo. Non è capitato niente, Dimarco era là con i suoi famigliari, tranquillo, è successo quel che è successo. Il rispetto che abbiamo nei confronti della Bosnia è enorme, per quello che dimostrano in campo. Poi i tifosi... Non hanno mai fatto gol, non mi è capitato".
LOCATELLI -"Ha fatto una buona prestazione, la mia scelta era tecnico-tattica. La squadra ce l'ho in testa, ci sono cinque cambi che sono fondamentali. Vediamo domani, ho marcato quello che abbiamo fatto male, ma la sua gara è stata buona, alla fine".
ESPOSITO O RETEGUI - "Vediamo domani, non voglio fare favori agli avversari. Ho detto di una squadra anche tecnica, loro sono forti e anche fisici. Speriamo di fare meno danni possibili".
MIGLIORAMENTI - "Siamo un gruppo unito, vedo questi ragazzi dal primo giorno. All'inizio abbiamo preso gol assurdi, eravamo fragili, facevamo fatica a tenere il campo. Con Israele, alla prima difficoltà, abbiamo rischiato di buttare una partita finita. Questo è un aspetto e siamo migliorati. Oggi è venuto Di Lorenzo che si sta curando da un doppio infortunio, una fascite plantare e un problema al ginocchio. Tantissimi altri giocatori a Bergamo: Zaccagni doveva fare la risonanza oggi e ha priorità il club giustamente. È fondamentale vedere questo attaccamento. Dicevano non ci fosse amor proprio, che a nessuno importava. Io lo vedo e mi auguro di cuore, ma non a livello personale bensì per questi ragazzi, di raggiungere questo obiettivo qui. Per come la vivono. Sono orgoglioso, sono contento, anche se le cose andranno male. Spero di no, mi tocco".
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