A tutto Federico Bernardeschi. Dai primi mesi alla Juventus al posto in Nazionale, l’ex Fiorentina ha parlato dal ritiro degli Azzurri. Queste le sue dichiarazioni: “La mia stagione non è cominciata con il gol di Bergamo ma dal primo giorno...
A tutto Federico Bernardeschi. Dai primi mesi alla Juventus al posto in Nazionale, l’ex Fiorentina ha parlato dal ritiro degli Azzurri. Queste le sue dichiarazioni: “La mia stagione non è cominciata con il gol di Bergamo ma dal primo giorno alla Juve. Sono orgoglioso di quanto ho fatto finora, perché sono arrivato in una squadra negli ultimi anni ha vinto tantissimo ed è fra le più importanti d’Europa. Fare la panchina non è stato un dramma. Anzi, mi ha fatto crescere. È giusto l’apprendistato e non pensare di fare subito il titolare. Quando si cambia squadra si trovano abitudini diverse. Nella Juve mi ha colpito la mentalità e purtroppo non l’acquisisci in una settimana, occorre tempo. Tutti, dal presidente al magazziniere, pensano solo a vincere”.
CONCORRENZA - “Se uno non si allena al 100% ti passano sopra. La cultura del lavoro è fondamentale. Il rapporto con Allegri, poi, è sempre positivo. Mi ha aiutato a inserirmi dandomi fiducia, anche solo per 10-20 minuti. Poteva fare anche scelte, ma se preferisce me e una cosa da recepire in modo ottimo. D’altronde, era successo anche Dybala. Non sono il primo né l’ultimo caso. Bentancur, ad esempio, è bravissimo, ma se ci fossero stati tutti i centrocampisti, avrebbe giocato così tanto?”.
RIGORE - “Un professionista fa le sue scelte e io volevo cambiare. Auguro ogni bene ai viola, a cui sarò sempre grato, ma ora sono orgoglioso di far parte della Juve. Perciò, se avrò un rigore contro la Fiorentina lo tirerò, perché adesso faccio parte di un’altra squadra”