SINGOLI - "Se De Gea è un tema da affrontare? Oggi entrare nel singolo non serve a nulla. Oggi non c'è tizio, c'è la Fiorentina. Oggi devo lottare per il mio compagno, io non vedo fare una corsa di sacrificio, di vita o morte all'indietro, come non la vedo fare in avanti, è quello che deve fare una squadra per salvarsi. Lo fanno le grandi squadre. Noi ora dobbiamo salvarci, quando bisogna difendere purtroppo bisogna farlo tutti insieme con il coltello tra i denti, mettere la palla di prima, crossare, poi si sbaglia, ma gli atteggiamenti del giocatore contano".
INDISPONIBILI - "Fazzini non è rientrato, Gosens pensavo di riaverlo, Fortini ha avuto la febbre, non mi posso inventare chissà che cosa, a volte penso che sia giusto continuare a dare delle garanzie ma penso che l'inizio della partita sia stato chiaro, il problema oggi è togliersi questi alibi di paura. Paura di che cosa? Oggi questa è la situazione. La cosa più importante sono le scuse ai nostri tifosi. La seconda essere uomini. Puoi anche cambiare modulo, poi cosa succede se si perde? C'è stata confusione. È un alibi! Cerchiamo di fare all'interno quella cosa che mi ha chiesto il mister, la voglio fare bene, con entusiasmo, con determinazione, poi cambiamo modulo? Ma va benissimo. L'ho dimostrato nella mia carriera, non faccio l'allenatore per fare contenta la gente che dice mettiti a 4, a 3, io devo guardare cosa ho in mano, oggi secondo me quello è un alibi, perché sul calcio d'angolo non è la difesa a 4 o a 3, prendi gol. Non gioco con le palle inattive a 4, a 4 non ci gioco!"
GUDMUNDSSON - "Se posso mettere Gud esterno? Sì, lo posso fare. Ieri sera alle 4 di notte sono andato a vedere le partite quando ha giocato esterno destro in nazionale. Sai cosa è successo? Che dopo un tempo l'hanno messo dietro a fare la punta. C'è la Fiorentina, c'è la salvezza, c'è da tirar fuori il coltello, dove gioco gioco".
GIOCATORI - Quando arrivano dicono "per giocare farei anche il portiere", e allora fai il portiere. È anche ora di dirsi le cose. L'anno scorso c'era un centrocampista come Bove che poteva fare quel ruolo e lo ha fatto benissimo, c'era Cataldi che veniva da piazze importanti, non è la stessa squadra dell'anno scorso. Io sono contento, questi giocatori qua ce la possono fare, però adesso tolto tutto, finito, non c'è più mezza scusa. I tifosi sono stati tanto bravi con noi, compreso stasera. Ragazzi stasera sembrava di giocare in casa! Io facevo 110 volte la fascia con questa gente, poi ti sostituisco perché non ce la faccio più. Altrimenti è un problema dell'allenatore, di questo, no, su le maniche perché abbiamo toccato il fondo! Quando sono arrivato si diceva la squadra è forte eccetera, ma ci sono alti e bassi, bisogna crescere tutti. Oggi un campione come Kean deve fare il campione. Un passo indietro e ragazzi, vi aiuto io. Se andiamo a vedere individualmente tutti i problemi devo fare lo psicologo e vado a casa. Ha paura di giocare a pallone? Sì, ci può essere perché quando vinci il morale, ti viene tutto più facile, ora qual è la paura? Devi fare qualcosa per vincere, lo devi fare con raziocinio, con determinazione, lucidità e voglia: queste sono le battaglie. Sono venuto qua, lo so benissimo, ho rinunciato anche a dei soldi per venire qui, ma perché ci credo, perché ci credo, forte. Nessuno mi ha mai regalato niente. Mi prendo le critiche, me le prenderò".
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