CHAMPIONS - "Cosa farà la differenza? La somma della cose che hai nel bagaglio professionale. E' un'altra questione la nostra: è un livello di gloria e di stare in una competizione dove ti guardano i bambini dall'altra parte del mondo. Secondo me la Champions senza squadre come la Juve stride un po': ti chiamano e ti dicono che ci devi stare. Non sono tanto discorsi di soldi per comprare giocatori: se non siamo dentro, il prossimo anno non si gioca la Champions. Può darsi che, per quello che si è lasciato per strada, tu perda dei punti e ci siano squadre davanti come Roma e Como e lo devi accettare. Noi però siamo la Juventus e dobbiamo stare là".
RINNOVO - "Ringraziamo la proprietà ed Elkann di essere qui, mi avrebbe fatto piacere vederlo anche negli spogliatoi. Si è impegnato in questi anni per costruire una squadra forte e noi dobbiamo soddisfare la sua ambizione. Società organizzatissima, che spinge per essere dentro il più possibile nel futuro. Si continua a lavorare, il gruppo è forte e unito. Alcune volte non ce la fanno e altre sì: a me non piace fare partite sulla difensiva, ma se gli avversari ti costringono a fare quello, il modo di fare calcio è quello di sacrificarti in fase difensiva che è una fase importante. Lì calciatori come Boga spariscono un po' dal gioco e diventa difficile per loro".
RIPRENDERE IL MILAN - "Giusto farsi un pensierino. Tuttavia ci aspettano partite difficilissimi visto che abbiamo un calendario importante: per esempio c'è il Bologna che ha ritrovato sicuramente entusiasmo. Noi dobbiamo pensare a fare il nostro gioco. Purtroppo la Juve ha lasciato troppi punti per strada, e noi dobbiamo recuperarli in questo rush finale".
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