L'INSEGUITORE - È lì, a un passo dal primo. Ma non è da solo. Secondo, terzo e anche quarto sono tutti vicini. È dura la vita di chi insegue. Poi sembra tutto maledettamente studiato: quando il primo perde e ne può approfittare, perde anche lui. Quando vince e lo sta per riprendere, vince anche il primo. Poi c'è lo scontro diretto: lì sa che si gioca tutta la stagione. Non solo non vede nessuno nel week-end, ma neppure durante la settimana: deve preparare bene la formazione. Se perde è finita.
QUELLO CHE RIMONTA - Fino a gennaio era lo zimbello della lega. Acquisti sbagliati ma non solo. "Ho solo sfiga, vedrete", ripeteva fino allo sfinimento. Sembrava una profezia, che poi è avverata. Da gennaio, complice un mercato azzeccato con magari Tello ed El Shaarawy, è rinato. Le vince tutte, anche contro i primi in classifica. E sogna di tornare in gioco nelle ultime giornate.
LO SFIGATO - Ci prova anche, ma capitano davvero tutte a lui. Si libera di Dzeko e inizia a segnare. Compra Pavoletti e si rompe. Spende tutto per Niang a gennaio e si rompe. Tonelli di chi poteva essere se non suo? Poi le squalifiche in difesa capitano tutte insieme. Se avesse giocatori sani e a disposizione sarebbe anche in alto in classifica, ma a ogni sfiga perde inesorabilmente punti.
QUELLO CHE HA MOLLATO - C'è in ogni lega. Quest'anno ha sbagliato tutto e si ritrova a una distanza siderale non solo dal primo, ma anche dal penultimo. In confronto il Verona ha possibilità di vincere lo Scudetto. Non è che non gli piace più il fantacalcio, è che non ne vuole più sentire parlare fino a settembre. Gli amici lo sfottono, quando si parla di fantacalcio cambia discorsi. Non beve neanche più la Fanta, solo Coca Cola.
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