INFORTUNATI - "Abbiamo un po’ di assenze, chi manca è importante ma è ancora più importante chi c’è. La forza del Cagliari è nel gruppo, ai vari Belotti, Borrelli, Felici, Deiola e Folorunsho si aggiungono Gaetano e Zé Pedro, che ha avuto un fastidio al polpaccio. Non dico che ce lo aspettassimo, ma è normale che sono due calciatori che nella prima parte di stagione hanno avuto poco minutaggio per situazioni extra-campo e nell’ultimo periodo hanno tirato la carretta. Sono quei giocatori che avevano qualche spia accesa, ma non pensavamo che si sarebbero fermati in questo momento. Dispiace, ma la forza è nel gruppo e sarà l’opportunità per chi aspetta di dare il proprio contributo".
MAZZITELLI PER GAETANO - "Se sarà Mazzitelli a sostituire Gaetano? Sicuramente Mazzitelli per caratteristiche mi dà più soluzioni, ma è un altro di quelli che in questo periodo sta spingendo tantissimo: magari l’infortunio di Gaetano mi dà la possibilità di cambiare struttura di gioco. Vedremo cosa dirà la rifinitura di domani".
ALBARRACIN - "Agustin ha il calcio dentro, ha tecnica, tiro, vede la porta e sicuramente va gestito da quando è arrivato dal punto di vista fisico dato che il suo campionato era fermo. Mi auguro che per lui valga lo stesso per Kiliçsoy e Rodriguez, che tutti non vedevano l’ora di vederli all’opera: quando li abbiamo visti sono arrivati più pronti e, inconsciamente, anche con una pressione minore. Perché a volte, quando si opera una gestione del genere, si vuole anche togliere qualcosa al calciatore: personalmente penso che con i giovani l’allenatore debba essere uno scudo, che in certi momenti si prende critiche e rimproveri dai giornalisti per il mancato utilizzo, ma lo fa per alleviare la pressione a questi ragazzi, così che possano essere più liberi di esprimersi".
DOSSENA - "A fine partita gli ho fatto i complimenti perché dopo undici mesi senza mezza partita e avendo passato una situazione simile alla sua da calciatore sapevo che non fosse facile. Non era banale che abbia tenuto il campo e sia uscito alla distanza: sono proprio le distanze nella sua situazione a poter creare problemi. L’assenza non giustifica errori o meriti, perché penso che anche allenato in uno stadio simile e contro un avversario come Malen poteva comunque fare delle letture errate. Chi gioca sbaglia, chi non gioca non sbaglierà mai. Ma a me premeva dargli un grandissimo bentornato, lo conosciamo e sapevamo che aveva bisogno di mettrere benzina nelle gambe, ma sulle letture non incide il minutaggio alto o basso che gli permetterà di fare prestazioni top senza fare errori".
CENTROCAMPO A DUE - "Può essere una soluzione, Sulemana è pronto a giocare dall’inizio così come altri. C’è un progetto tecnico che stiamo portando avanti da luglio, abbiamo giovani interessanti: siamo quasi a marzo, se qualche giovane si allena bene ed è dentro i meccanismi c’è possibilità di vederlo dall’inizio. Penso che da questo punto di vista sono sempre alla ricerca della soluzione, è più di una settimana che vado oltre il problema cercando di ovviare e mettendo risorse fresche, con l’entusiasmo che in certi momenti serve".
LECCE - "I numeri dicono che il Lecce è una squadra seconda per lanci lunghi e alterna pressing alto a ripartenze, è normale che se la metti nelle condizioni di giocare lo fa, perché ha calciatori di categoria con la giusta personalità. Ma abbiamo in testa una fotografia chiara di quel che può essere il Lecce domani, cercheremo di fare un piano gara per provare a portare più episodi possibili a nostro favore. Cercheremo di togliere la profondità a Cheddira".
SIMULATORI - "Sinceramente non entro nei giudizi personali, non mi piace fare processi mediatici però una cosa è certa: il calcio sta perdendo di credibilità. Mi auguro che d’ora in poi si possano fare meno errori, ma mi fermo qua perché da inizio stagione non voglio parlare degli arbitri. Ho letto una dichiarazione recente di un allenatore che ha detto: “sarebbe bello che quando un allenatore ha un episodio a favore vada in sala stampa per lamentarsi di un episodio a favore”. Abbiamo bisogno di ritrovare credibilità".
DIFFICOLTA' - "Penso che la squadra stia andando oltre quello che realmente ha dentro proprio perché quando ci vengono tolti 6 o 7 potenziali titolari alla lunga questo qualcosa toglie, ma siamo qui per trovare le soluzioni e non piangerci addosso".
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