sosfanta box in primo piano Ministro Sport: “Scorretto negare le proprie responsabilità, calcio da rifondare”. Cosa può fare ora Gattuso

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Ministro Sport: “Scorretto negare le proprie responsabilità, calcio da rifondare”. Cosa può fare ora Gattuso

Daniele Najjar
Niente dimissioni del presidente della FIGC, Gabriele Gravina o del ct Gennaro Gattuso dopo Bosnia-Italia. Interviene però ora sul tema il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, chiedendo rinnovamento totale.

Nel post-gara di Bosnia-Italia non sono arrivate le dimissioni del presidente della FIGC, Gabriele Gravina (o del ct Gennaro Gattuso), per  domani è convocata una riunione con tutte le principali componenti del nostro calcio: Serie A, Serie B, Serie C, Lega Dilettanti, Assoallenatori e Assocalciatori. Interviene intanto il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, che in una nota stampa ha parlato apertamente della necessità di cambiare in particolare ai vertici della Federazione.

Questo ciò che ha scritto Abodi: "Il calcio è uno sport e, in un tempo di crisi militari ed economiche come questo, non va caricato di significati eccessivi. D’altra parte è innegabile che non sia solo uno sport. Particolarmente in Italia, dove il calcio si fa cultura popolare, rito comunitario, prestigio internazionale. Mi dispiace pensare che ci sia un’intera generazione di bambini e ragazzi che non abbia ancora provato l’emozione di veder giocare la Nazionale in un mondiale di calcio. Ringrazio la squadra e il suo allenatore per l’impegno che hanno dimostrato anche ieri sera, ma è evidente a tutti che il calcio italiano va rifondato e che questo processo debba ripartire da un rinnovamento dei vertici della FIGC. Il Governo ha dimostrato concretamente, in questi anni, l’impegno a favore di tutto il movimento sportivo italiano. I nostri atleti ci hanno regalato enormi soddisfazioni in tante discipline, e io reputo obiettivamente scorretto tentare di negare le proprie responsabilità sulla terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali di calcio, accusando le Istituzioni di una presunta inadempienza e sminuendo l’importanza e il livello professionistico di altri sport. Noi continueremo, come abbiamo fatto finora, a fare ciò che compete alle Istituzioni ma serve responsabilità, umiltà e rispetto da parte di tutti. L’Italia deve tornare ad essere l’Italia, anche nel calcio mondiale".

Ma cosa farà ora Gattuso?La Gazzetta dello Sport scrive: "Il ct è un uomo di passioni e di sincerità. Ci mette sempre la faccia e non sfuggirà alle sue responsabilità neanche stavolta. Sicuramente qualcuno dei suoi non è stato all’altezza a Zenica, ma non lo dirà mai. Palestra però doveva entrare prima, è stato il migliore: da domani l’età non deve contare più niente. E niente esclude che sia Gattuso stesso a togliere il disturbo addirittura prima che il contratto si esaurisca a giugno". Poi ancora, il quotidiano aggiunge: "D’altra parte, la sua missione era a tempo: Rino aveva raccolto i cocci – che poi erano la sconfitta in Norvegia – e raddrizzato la barca fino alla seconda Norvegia che ha finito con il minare la sicurezza della squadra".

C'è da pensare anche ad un cambio di rotta tecnico-tattico: "Da domani l’atteggiamento andrà cambiato. Non si può più assistere a un’Italia che, dopo l’1-0, si abbassa subito per difendersi e sperare di ripartire. Qui c’è da capire quanto abbia chiesto Gattuso e quanto i suoi siano spontaneamente e colpevolmente arretrati. A settembre l’Italia era solo verticale, a marzo orizzontale. Gattuso rifletterà con se stesso e con la famiglia. Parlerà sicuramente con l’amico Gigi Buffon che l’ha voluto e gli è stato accanto. Parlerà con altri amici come Ambrosini. Non è tipo da fuggire, ma potrebbe dire: se non vi servo, mi faccio da parte. Sarebbe un modo per appropriarsi di un futuro che non dipende soltanto da lui", si legge.