SOS Fanta Squadra Genoa De Rossi: "Rispondo sulla gestione di Havel e Venturino! Ostigard, Vasquez e tutti sanno che possono giocare"

De Rossi: "Rispondo sulla gestione di Havel e Venturino! Ostigard, Vasquez e tutti sanno che possono giocare"

Michael Di Chiaro
Daniele De Rossi è intervenuto in conferenza stampa per presentare la partita che vedrà il suo Genoa impegnato domenica al Ferraris contro il Milan. Di seguito ecco le dichiarazioni dell'allenatore del Grifone.

Daniele De Rossi è intervenuto in conferenza stampa per presentare la partita che vedrà il suo Genoa impegnato domenica al Ferraris contro il Milan. Di seguito ecco le dichiarazioni dell'allenatore del Grifone riportate da TMW.

SETTIMANA - "Ci ha dato un po’ più di tempo per preparare la partita. Un piccolo vantaggio in più rispetto al Milan. Abbiamo spinto un pochettino mentre la settimana scorsa abbiamo gestito i carichi. Siamo andati un po’ più nel profondo per analizzare quello che vogliamo fare e quello che abbiamo fatto. E’ questo il momento in cui le cose vanno analizzate, quando le cose vanno molto bene o molto male, e con un po’ di tempo in più abbiamo toccato questi aspetti".

MILAN - "Lo abbiamo guardato sotto l'aspetto tecnico-tattico. Valuto quello che vedo in campo, i giocatori che hanno. E credo che siano una rosa tra le prime tre del campionato, sono molto forti e costruiti nel modo che a me piace tanto. Lotteranno fino alla fine, sono in crescita nel morale importante. Il derby lascia scorie positivi anche se ieri hanno avuto una partita molto difficile".

VENTURINO E HAVEL - "Vorrei portarli in panchina ma non con un ruolo di spettatori ma partecipi del gruppo. Sono due giocatori importanti per caratteristiche. Havel è una punta importante. Venturino può saltare l'uomo, ha gamba".

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VASQUEZ E OSTIGARD - "Il Mondiale leva un po’. Ma è vero anche che Ostigard ad inizio campionato ha marcato Hojlund ed è stato migliore in campo. Bisognava aspettarli, commettevano qualche imprecisione difensivo. Sono fasi, bisogna lavorare. A livello comunicativo abbiamo cercato di levare quella pressione dai giocatori che commettevano errori. Mi sono preso io la responsabilità ma ora mi piace rimarcare quanto di buono stanno facendo. Anche loro devono fare un salto in avanti ma sono giocatori impossibili da non riconoscere come importanti per noi. Sono due capitani ma in questa squadra è un peccato ci sia una fascia sola".

EUFORIA - "La gestiamo alla stessa maniera, ovviamente andiamo un po' dosare. Quando fuori c’è negatività l'abbiamo dosata per mantenere l'equilibrio. E lo facciamo guardando i numeri e abbiamo cercato di spostare l'attenzione su quanto di buono fatto nelle prima cinque partite. E in questo momento bilanciamo Il nostro mondo è un po’ pazzo, oscilla in maniera molto veloce e dobbiamo mantenere i piedi per terra. Questa squadra si allena sempre bene. Dal nostro punto di vista del guardare lontano mi piace ma il nostro obiettivo è fare una bella partita con il Milan. Ma visto che è recente il momento di contestazione che non possiamo dimenticarcene. La strada è ancora lunga. Gli stimoli ce li prendiamo. Le statistiche sono micro-obiettivi in un macro-obiettivo che è salvare il Genoa. Sono piccoli stimoli che andiamo a snocciolare fermo restando che giochi in casa contro il Milan. Noi dobbiamo fare il nostro campionato per la nostra classifica".

4-4-2 - "A Lecce abbiamo fatto anche nel primo tempo la fase di blocco basso con il 4-4-2. Wiafe ha fatto una grande partita però non erano molto oliati i meccanismi con Ellertsson. In fase offensiva possiamo continuare a giocare con questo modo di attaccare le fasce. Loro sono forti però perché anche dentro al campo sanno giocare, basti vedere i loro centrocampisti. Dobbiamo essere perfetti come lo siamo stati con la Juve, anzi forse di più. Loro hanno anche tanti cambi a prescindere dall'interpretazione del nostro modulo".

GENOA - "Dopo la Roma è il club dove sono stato di più. Rimane qualcosa di presente e tangibile e spero anche nel futuro. Rimarrà sempre qualcosa di importante nella mia vita quello che è il Genoa e quello che rimarrà nella mia mente. E’ un club che mi affascinava dal primo giorno, uno stile di vita e un modo di tifare e di volersi bene che mi ha conquistato. Lo avrei detto anche se la ricorrenza fosse accaduta alla quinta di campionato. Al di là dei social, di cui abbiamo già parlato, allo stadio o in corso Italia non ho mai ricevuto manifestazioni di dissenso. I genoani mi hanno sempre trattato da dio e cerco di restituire quello che mi danno".

SCELTE - "Se non avessi idee a due giorni dalla partita sarebbe preoccupante (sorride ndr). Stiamo valutando sia l’aspetto tecnico che quello mentale e fisico dei nostri avversari. Valutiamo un po’ tutto. Dobbiamo fare una partita seria. Non dobbiamo montarci la testa, siamo una squadra di medio-bassa classifica, sono i numeri che lo dicono non voglio sminuire il Genoa, e loro sono una grande squadra. Dobbiamo essere aggressivi ma consapevoli che affrontiamo una squadra che se siamo troppo spavaldi ci fanno male. Non dimentichiamo che il Milan ha battuto la squadra più forte in Italia".

DOVE POSSONO ARRIVARE - "Lo vediamo in corso d’opera. Però può arrivare. Quello che ci ha tirato fuori in questo momento da una situazione momentanea è stato il cuore dei giocatori. E quando c’è questo è una base importante da cui ripartire. Intanto chiedo ambizione, non mediocrità. Accettare un destino non mi piace e non mi riguarda. E i punti che abbiamo fatto lo dimostrano. Se avessimo pareggiato con la Juve nessuno avrebbe detto niente e invece i punti li possiamo andare a raccogliere nelle gare meno agevoli. Chiedo una crescita costante dell’ambizione e del coraggio di andare a vincere le partite a prescindere l’avversario. Poi chiedo anche di giocare meglio la palla. Aumentare la qualità del nostro gioco non ci renderebbe meno pratici ma aumenterebbero ancora di più i dubbi negli avversari. Abbiamo giocatori forti fra le linee e che giocano a centrocampo. Il fraseggio deve essere migliore e una preparazione all’attacco della profondità".

INFORTUNI - "Aspettare gli infortunati è una necessità più che una scelta. Se i giocatori non ci sono vanno aspettati e motivati. Ringrazio lo staff medico e il mio prof. Non abbiamo lasciato indietro nessuno. E’ innegabile che tante soluzioni possono darti tanti e più fiato. Danno più scelta a me. A Lecce avevo Vitinha e Meichtry e potevo scegliere. Nelle prime cinque partite qualcosa abbiamo sbagliato tutti, ci siamo fatti distrarre dal mercato io in primis. Sono tutte riflessioni che devo fare perché le prossime prime cinque partite non voglio fare un punto (sorride ndr). Parlando con il mio staff mi è stato detto che durante il mercato sembravo diverso".

GRUPPO - "Tutti hanno capito che possono giocare. Questa settimana ha dato una prova tangibile che chi gioca può far vincere le partite al Genoa. Iniziamo ad essere tanti. Incontreremo Milan e Inter con Sassuolo in mezzo e poi avremo partita decisive per capire chi saremo a gennaio e che strada intraprende con una settimana piena con la Coppa Italia competizione che vogliamo rispettare".

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