SOS Fanta Squadra Parma Ad Parma: "La verità su Pellegrino e Suzuki! Trattiamo Strefezza, su Bernabé, Delprato, Elphege e in porta..."

Ad Parma: "La verità su Pellegrino e Suzuki! Trattiamo Strefezza, su Bernabé, Delprato, Elphege e in porta..."

Marco Astori
L'amministratore delegato del Parma ha concesso un'intervista ai microfoni de La Gazzetta di Parma: ecco le sue dichiarazioni sul mercato crociato.

Federico Cherubini dice tutto. L'amministratore delegato del Parma ha concesso un'intervista ai microfoni de La Gazzetta di Parma: ecco le sue dichiarazioni sul mercato crociato.

SALVEZZA - "Vero, è stata una grande soddisfazione. Non solo: aver raggiunto l’obiettivo con l’allenatore più giovane della serie A, con il direttore sportivo più giovane, con la squadra più giovane sono ulteriori motivi di orgoglio".

CUESTA - "Nessun tentennamento. È normale che, una volta raggiunto un obiettivo, ci si sieda a un tavolo e si discuta del futuro, per capire se entrambe le parti sono motivate ad andare avanti. Lo abbiamo fatto con Chivu, prima che arrivasse l’offerta dell’Inter, lo abbiamo fatto con Cuesta, lo faremo anche in futuro. Non è che sia passato tanto tempo: dopo l’ultima partita Carlos è andato via qualche giorno, appena è tornato ci siamo incontrati e ci siamo accordati. Fino all’ultima giornata la priorità era restare concentrati sul campionato. La cosa importante è la motivazione, che è altissima. Il Carlos che si è seduto al tavolo non era, ovviamente, la stessa persona di un anno prima, il 29enne che arrivava in serie A senza mai aver allenato una squadra. Avrebbe anche potuto, legittimamente, avanzare delle condizioni, o chiedere di stravolgere la squadra, o dichiarare di non sentirsi sicuro di porsi l’obiettivo di fare meglio della stagione appena finita. I meriti? Tanti. Il primo è la forza di arrivare a 29 anni, senza essere un ex calciatore, senza aver mai allenato, subentrando a un allenatore carismatico, e di farsi seguire, dal primo giorno, da tutta la squadra. È stato davvero bravo. Ed è destinato a crescere".

RICHIESTE - "Carlos ha detto con molta determinazione che sarebbe rimasto volentieri e che è entusiasta di lavorare al progetto del Parma. Vista la sua motivazione, non abbiamo avuto alcun dubbio. Gli abbiamo chiesto di lavorare per mantenere le cose positive che tutti abbiamo apprezzato del suo Parma: la compattezza e l’aggressività, per esempio. Obiettivamente, giocare contro il Parma è stato molto difficile per qualsiasi squadra".

CAMBIO MODULO - "Sarà Carlos a decidere. Al di là del modulo, ha sempre detto che avrebbe voluto avere più armi e più soluzioni per migliorare la fase offensiva. Siamo stati molto bravi a sfruttare al massimo le poche occasioni, abbiamo vinto tante volte 1-0, ma questo non riesce sempre, l’obiettivo è creare più opportunità in attacco. Ma – sia ben chiaro – non parliamo di svolte “giochiste”. Nessuno pensa di voler fare il tiki-taka: a noi giocare bene e perdere non piace. Intendiamoci: per me giocare bene significa anche difendere bene. E non ho visto tante squadre così ben organizzate in difesa come il Parma. Abbiamo avuto – questo è oggettivo – più difficoltà con il possesso palla, anche per caratteristiche della squadra. Anche con Chivu il Parma giocava basso, ma con Man, Sohm e Bonny era molto efficace in contropiede. Con Carlos stiamo cercando di capire come migliorare, essendo più efficaci in fase offensiva senza perdere una briciola della solidità, dello spirito e della grande organizzazione che ha dato alla squadra. E questo è uno dei meriti di Carlos che nessuno può negare".

RINNOVO - "C’è tempo per parlarne. Carlos ha firmato un contratto biennale con un’opzione per il terzo anno. Sento dire spesso che si rinnova per dare forza al tecnico. Non è così: noi diamo forza a Carlos tutti i giorni, standogli vicino nei momenti buoni e in quelli più difficili, non mettendolo in discussione dopo una brutta prestazione. Sa quante società, dalla A alla C, a furia di “dare forza” ai loro allenatori, hanno quattro o cinque tecnici, con relativi staff, a libro paga? Tante. È successo anche con Pecchia: ha rinnovato il contratto in ottobre e in febbraio si è deciso comunque di esonerarlo. È la prova che, in generale, i rinnovi dei contratti non blindano il futuro di un allenatore".

DELPRATO E BERNABÉ - "Affronteremo il discorso con serenità. I rinnovi si fanno quando entrambe le parti sono convinte. Questa cosa dei rinnovi appassiona soprattutto i tifosi. Solo in Italia sembra scontato che, quando un giocatore si avvicina alla scadenza del contratto, o si rinnova o lo vendi. Ci sono atleti che giocano la finale di Champions con il contratto in scadenza».Questo in generale. Ma per Delprato e Bernabé cosa dobbiamo aspettarci?«Enrico è il capitano, è normale che ci piacerebbe che restasse con noi. Discuteremo presto del futuro. Anche con Adrian valuteremo insieme: sta ricevendo tante attenzioni da club importanti".

SUZUKI - "Zion è un grande professionista e ha le idee chiare: quando è arrivato a Parma, e io non c’ero ancora, ha detto che voleva fare un biennio di “apprendistato” serio in Italia, considerandola la patria della migliore scuola di portieri in assoluto. Un anno fa, di questi tempi, ha ricevuto varie richieste dalla Premier League e da un grande club italiano. Le ha rifiutate, perché era convinto di voler completare il percorso formativo a Parma, a maggior ragione avendo trovato un ottimo feeling con Pavarini. Ha fatto un bel Mondiale, siamo consapevoli che potrebbe partire presto. Andrà in Premier? Non lo so. So che ambisce a fare le coppe. Credo più probabile all’estero che non in Italia".

TITOLARE IN PORTA - "Bisogna chiederlo a Cuesta. Rinaldi andrà a fare un’esperienza altrove, gli sarà molto utile. Ha giocato una sola partita: benissimo, ma purtroppo solo una. Andrà in B o in una grande squadra di C, di sicuro in una piazza che possa testarlo ad alti livelli. Daffara e Corvi sono entrambi molto promettenti. Edo è da sempre nel cuore di tutti i parmigiani: ma prima lo era perché è di qui, cresciuto qui. Dalla scorsa stagione la gente ha scoperto e apprezzato il professionista, oltre che il bravissimo ragazzo. In grado di poter ambire a fare il titolare in serie A. Giovanni lo conosco bene: ha 21 anni, lo abbiamo preso a titolo definitivo perché siamo convinti che prometta molto bene. La rivalità non sarà un freno alle ambizioni di nessuno dei due. Sarà l’allenatore a gestirli e a stabilire la gerarchia".

MERCATO - "Due considerazioni generali. La prima è che c’è molto interesse per tanti giocatori del Parma, e questo fa molto onore a chi li ha allenati e a chi li ha portati a certi livelli. La seconda è che acquistare, valorizzare e vendere giocatori fa parte del progetto del Parma: ma noi non dobbiamo per forza vendere. E questo ci dà una grande forza. Grazie alla forza della famiglia Krause non siamo mai nelle condizioni di dover vendere: è sempre una nostra scelta, che va sempre mixata – questo non va mai dimenticato – con le ambizioni dei giocatori. La certezza è che la società non intende depauperare la squadra, anzi ha la forza di poter perdere anche due o tre giocatori importanti, come è accaduto la scorsa estate, potendo sostituirli e facendo crescere quelli che già sono in rosa. Sempre con l’obiettivo di una crescita costante. Abbiamo venduto Bonny, Man, Sohm e Leoni e abbiamo comunque fatto meglio della stagione precedente. Firmerei subito, perché si ripeta per questo e per i prossimi anni".

OBIETTIVI - "Quello a medio lungo termine, come abbiamo sempre detto, è posizionarci tra i club che sono stabilmente in serie A. Poi penseremo a obiettivi più ambiziosi.Quanti anni significa medio lungo termine? Chi può dirlo? C’è chi cresce in un anno perché fa cose straordinarie, come il Como, e chi ci ha messo anni: penso all’Atalanta, all’Udinese, al Bologna. Noi non vogliamo copiare il modello di nessuno, ma continuare ad andare avanti per la nostra strada. Sapendo che può capitare di imbattersi in decisioni delicate, sofferte. Avremmo tenuto molto volentieri Leoni per un’altra stagione: se ci avessero chiesto, dieci giorni prima della chiusura del mercato, se sarebbe rimasto, avremmo garantito che sì. Poi è arrivata la proposta del Liverpool e non avremmo certo potuto metterci di traverso".

PELLEGRINO - "Se va via? È presto per dirlo. Il mercato non è ancora lontanamente entrato nel vivo, come sempre quando ci sono i Mondiali. Ci sta che, dopo essere arrivato dall’Argentina da giovane con poca esperienza e aver fatto quello che ha fatto in due stagioni, possa avere richieste da club importanti. E ci sta che, a 24 anni, voglia provare a sfondare a livelli più alti. Non è detto che accada ma, nel caso, potremmo capirlo. Detto ciò, quello che posso garantire ai tifosi è che non è che, se uno alza la mano e dice che se ne vuole andare, vada dove vuole: avendo a cuore il patrimonio del Parma calcio, se lo lasciamo andare significa che sappiamo di poter ricavare quanto necessario per reinvestire e crescere".

INVESTIMENTI - "Mi vengono in mente Sorensen, Ndiaye, Cremaschi, Britschgi, per esempio: hanno tutti del potenziale inespresso. A volte si pensa, sbagliando, che le squadre possano migliorare solo acquistando giocatori da fuori. Io sono sicuro che cresceremo molto anche grazie all’esplosione di questi nostri giovani".

STREFEZZA - "Ci stiamo lavorando. Abbiamo fatto presente sia al giocatore che all’Olympiakos, dove è tornato a fine prestito, la nostra volontà. I greci propongono una cessione a titolo definitivo, stiamo trattando".

FRIGAN - "Sta bene, finalmente. Ha già cominciato la preparazione. È chiaro che gli manca il campo, gli mancano i compagni, la palla. Vedremo presto. Ma è in condizioni di fare tutto".

ELPHEGE - "Ricordo bene le battute ironiche, per questo sconosciuto arrivato dalla B francese. Al primo impatto con la serie A è stato devastante, nei pochi minuti che ha giocato. Ci darà tanto".