DE LAURENTIIS - "Ci siamo incontrati un mese fa, è stata una cosa veloce. Il presidente mi ha detto "Se ci ripensi fino all'ultimo giorno sarò a tua disposizione". Vanno dette le cose. Il presidente non mi ha spinto a fare un qualcosa, era una mia decisione. "Fino all'ultimo se ci ripenserai sappi che qui è casa tua", questo mi ha detto. Resterà una grande amicizia con lui e la famiglia".
NAZIONALE - "Nazionale e futuro? Si parla di chiacchiere, punto e basta. La Nazionale? Io ricordo benissimo cosa ho detto sulla Nazionale. Ho detto che se fossi il presidente della FIGC tra i candidati sicuramente ci metterei Conte, anche perché l'ho già fatto quel mestiere. Ancora manca il presidente federale, si è fatto anche il nome di Guardiola. Ma è pronta la FIGC ad avere un top allenatore? Significa avere onere e onori. In questo momento c'è niente, non so se ci sarà in futuro. Se la Nazionale vuole togliersi dalle problematiche... Si fa troppo facilmente così. Il mio consiglio è di prendere Guardiola, ma ci sono i fondi per farlo? Sono il primo a dire prendiamo lui. Non ho niente. Tutte le panchine sono riempite, non è questa la questione. Toglietevelo dalla testa, posso stare a riposarmi e vengo a trovare Aurelio a Los Angeles perché mi ha invitato".
RESOCONTO - "Come giudico l’avventura rispetto alle aspettative iniziali? Accettando di venire a Napoli pensavo di accettare una situazione dove me la sarei potuta godere a livello di risultato e invece mi sono reso conto fin da subito che comunque la mia persona sposta. Sposta le ambizioni, sposta i parametri, le aspettative. Io sono arrivato dopo un decimo posto e si è iniziato a dire che dovevamo vincere lo scudetto perché non giocavamo le coppe. Abbiamo vinto lo scudetto e quest’anno c’era la pressione di vincere la Champions… Pensavo di potermela godere di più, invece in questi casi devi sopravvivere. Solo in un modo sopravvivi, vincendo o portando la squadra a livelli alti. L’ho fatto per due anni, mi ha tolto tante energie. Sono contento di quello fatto tutti insieme, si è fatto qualcosa di importante e storico come ai tempi di Maradona. L’augurio per il Napoli è di ripetere bienni come questi. Lo faccio soprattutto per i tifosi che meritano queste soddisfazioni".
RICORDI POSITIVI - "Il giorno più bello è stato quando abbiamo vinto lo scudetto, in campo e quando abbiamo festeggiato con i tifosi. Vedere quello che hanno fatto e come ci hanno festeggiato è stato qualcosa di incredibile. Nella mia carriera ho vinto qualcosa, ma non è mai stato festeggiato in questo maniera incredibile. Lo porterò sempre nel cuore. Napoli ha bisogno di compattezza dell’ambiente e di gente che vuole bene al Napoli veramente e non per interessi personali".
RICORDI NEGATIVI - "Il momento più brutto? Sicuramente Bologna. Non è stato un bel momento. Per una persona che gestisce il gruppo, vedere dopo un anno che tutto può andare in frantumi non è stato bello. C’erano solo due strade da scegliere, o fare lo scemo e far finta di niente oppure alzare il problema, sollevarlo e affrontarlo come fatto. Compatti con i ragazzi siamo arrivati fino alla fine, arrivando secondi. Annata veramente complessa, ma non me l’aspettavo cos’ì complessa. Essere riusciti ad arrivare vivi è motivo di orgoglio per tutti quanti. Napoli deve essere orgogliosa e contento di quello fatto da questi ragazzi. Vi ringrazio e vi lascio con il presidente".
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