Amorim: "Turnover? Ecco a cosa bisogna stare attenti! Diawara una sorpresa ma era frustrato, De Winter..."
Dopo il grande derby vinto il Milan torna in campo in Europa League dove non può più sbagliare. Alla vigilia del match contro il Ferencvaros, Ruben Amorim ha parlato in conferenza e a Sky. Ecco le sue parole riportate da MilanNews.
DERBY ALLE SPALLE, SERVE CONTINUITA' - "Questo è l'obiettivo. La partita con l'Inter è passata e bisogna pensare all'Europa League. Siamo stati motlo continui durante il derby, invece ci sono state partite in cui non lo siamo stati. Poco importa chi giochi o le rotazioni: vogliamo fare risultato per andare in fondo alla competizione".
TURNOVER - "Prima di tutto la partita più importante è la prossima. Ma bisogna riconoscere il fatto che bisogna stare attenti con alcuni giocatori, non possiamo permetterci infortuni per le partite a venire. Quando non vuoi far riposare qualcuno possono arrivare problemi di un mese, un mese e mezzo. Domani è importante, bisogna ruotare e tutti i calciatori sono pronti. L'avversario è importante, ha 9 punti e non ha ancora perso una partita nel suo campionato. Ma i giocatori sono pronti e vogliamo vincere".
DIFFERENZE PUNTI TRA SERIE A ED EUROPA LEAGUE - "Credo che a volte sia difficile da spiegare. Può essere per le rotazioni, a volte bisogna fare scelte che possono cambiare il nostro modo di giocare. Però poi vedi che contro il Benfica abbiamo avuto difficoltà quando loro hanno creato... Poi col Salisburgo abbiamo vinto molto bene. Poi col Bournemouth abbiamo avuto un'espulsione e due rigori contro: ma ovviamente è stata colpa nostra quella situazione. Non sono soddisfatto né in Europa League e né in Serie A, possiamo fare meglio. Abbiamo avuto qualche difficoltà in Europa ma penso che domani possiamo fare meglio e vincere".
FERENCVAROS - "È una squadra con l'abitudine di vincere, poco importa il contesto. Ti dà il pieno di fiducia in ogni partita. Sono a loro agio. Stanno andando molto bene in campionato. Giocano col 4-2-3-1, hanno un'identità forte. A centrocampo c'è Nagy che è molto forte in costruzione. Sono a loro agio, vengono a San Siro con niente da perdere. La responsabilità a San Siro è la nostra: dobbiamo giocare bene e rimanere concentrati. Ho detto ai calciatori che contro l'Inter siamo stati bravi perché siamo rimasti umili e attenti ai dettagli: contro il Ferencvaros dovremo fare la stessa cosa perché sono una squadra molto forte".
CASSANO HA DETTO CHE NON SI PUO' DARE PER SCONTATA LA VITTORIA - "Senza alcun dubbio. Siamo capaci di vincere ogni partita e perdere ogni partita. È questa la caratteristica principale di questa squadra, e dipende da come affrontiamo l'impegno. Dipende dal nostro approccio, indipendentemente dall'avversario: non importa se l'avversario arriva dalla Serie A, dalla Serie B, dall'Europa League o dalla Champions League. Ogni giocatore ha gli strumenti e le capacità tecniche, e gli allenatori capiscono l'avversario e dispongono di tutti i video necessari per preparare la gara. Possiamo vincere e perdere contro chiunque, dipende solo da noi. E a volte serve anche un pizzico di fortuna".
IL SUO MILAN HA GIA' UNA CHIARA IDENTITA' - "Mi chiedete spesso quando arriveremo al top. Non raggiungeremo mai il massimo, anche se vincessimo tutte le partite. Bisogna migliorarci sempre. Abbiamo già un'identità: vogliamo dominare le partite, a volte riusciamo a farlo e a volte no. A volte cambiamo il modulo e la fase difensiva e non ce ne si accorge neanche. La nostra identità è di essere propositivi: ci manca ancora la capacità di mettere gli avversari in area per creare più occasioni. Ma stiamo giocando meglio, gestiamo anche meglio alcuni momenti. Ma c'è ancora tanto lavoro da fare, soprattutto negli ultimi 30 metri: devo aiutare i miei calciatori a farlo".
OTTIMA FASE DIFENSIVA CON L'INTER - "L'Inter fa parte del passato. Possiamo dimostrare anche domani di poter difendere meglio. Ci siamo difesi, ma con la palla. Ci ha permesso di ragionare meglio. I dettagli sono importanti: un metro è un metro. Siamo stati migliori rispetto al Bologna. Siamo stati molto aggressivi sulle fasce. De Winter è stato eccezionale, ma se arriva un cross su Thuram è molto difficile difendere: quindi siamo stati più aggressivi senza palla per evitare cross. Dobbiamo fare la stessa cosa domani, loro sono abituati a vincere partite. Quando una squadra vince sempre ci sarà un perché e dobbiamo essere pronti per domani".
DIAWARA - "Dobbiamo dargli i suoi meriti, sta lavorando molto bene. Ha passato un periodo senza giocare ed era un po' frustrato, ma ha lavorato sempre molto bene. Penso che possa fare questo ruolo sull'esterno. Una volta abbiamo giocato con Moreira lì, con l'Inter invece c'era Diawara. Stesso ruolo, interpretazione diversa. Durante la sosta, contro il Padova, lo abbiamo provato terzino sinistro: ha mostrato segnali importanti. È veloce, è forte. Sta facendo bene, ha il potenziale per crescere molto. Sono molto felice. Il nostro reparto scouting ha fatto un ottimo lavoro a segnalare questo giocatore. E quando fai una scelta del genere non sai mai davvero come andrà: è un ragazzo giovane che non aveva esperienza in prima divisione neanche in Francia. Sicuramente il merito è suo, I compagni gli hanno trasmesso i nostri principi, lo staff anche l’ha aiutato nell’ambientamento. Ma è una sorpresa per tutti, non c’è niente da dire. Ci aspettavamo un rendimento importante ma è andato anche oltre. Contro l'Inter sapevamo quanto potessero essere pericolosi i cross, specialmente dalla catena di sinistra dell'Inter. Dimarco non ha giocato, ma l'idea tattica restava la stessa, e difendere sui traversoni con Koni e Pavlovic si è rivelata una buona intuizione. Hanno quasi segnato su un cross con Calhanoglu, ma credo stia facendo davvero benissimo. Ha ampi margini di crescita e chissà, magari domani partirà titolare".
PUNTO DI FORZA - "Ciò che dicevo sul fatto di vincere le partite, questa è la forza della squadra, la nostra identità: io metto sempre al primo posto il collettivo, non il singolo, anche se abbiamo ottime individualità. La punta del Ferencvaros è fortissima negli spazi: può giocare sia da esterno che da attaccante, e credo che contro di noi giocherà da punta. Nagy è un elemento importante perché capisce il gioco. Sa esattamente quando abbassarsi e quando invece restare alto, e questo genere di calciatori mi piace molto. A questo si aggiunge la qualità del terzino sinistro con il piede destro che sa accentrarsi: tutti questi piccoli dettagli definiscono un'identità che apprezzo molto in questa squadra, e dovremo farci trovare pronti a metabolizzare tutte queste informazioni per preparare e vincere la partita. Ripeto: abbiamo tre punti in questa competizione e domani dobbiamo assolutamente vincere".
GRANDE SECONDO TEMPO CON L'INTER - "Penso che sia un buon punto di vista. Ma non si può scindere il secondo tempo dal primo, sono collegati. Nel primo tempo siamo andati in vantaggio, poi abbiamo controllato in quel modo nel secondo tempo. Siamo migliorati nella comprensione del gioco, siamo stati completi in tutti i reparti. Forse ci è mancato il mettere qualche giocatore dietro la linea di centrocampo dell'Inter: buon possesso nostro, ma possiamo fare ancora meglio. Si tratta solo di una partita comunque. Ma pensare solo al derby è una mentalità da piccola squadra: tutte le partite sono importanti per noi. Domani capirò meglio della mia squadra rispetto al derby. Non mi importa più della partita con l'Inter. È stato bello vincere? Sì. Ma sono ancora arrabbiato per la partita con il Bologna. Domani dovremo essere forti per vincere".
QUANDO VEDEREMO ANCHE LEI EMOZIONARSI COME CARDINALE - "Quando vinceremo lo scudetto o un titolo importante magari sarò emozionato. Fino a quel momento, è solo un altro giorno. Ma comunque in partita non mi aspettavo di provare queste sensazioni, e neanche Cardinale. Lui ha fatto un'intervista importante dicendo che sostiene il mister. C'è stato un bellissimo feeling allo stadio, si è goduto questo momento e si è emozionato. Lui è americano, ma quando passi del tempo qua diventi un po' italiano. Io comunque non sarò emozionato finché non vincerò qualcosa. E quando vincerò qualcosa penserò già al prossimo scudetto. Dubito che mi vedrete emozionato".
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