Amorim: "Sono felice, due giorni fa era un cimitero! Gila, Rabiot, Moreira, l'undici titolare e per lo scudetto..."
Ruben Amorim ha parlato a Sky, DAZN e in conferenza stampa dopo Milan-Inter, facendo il punto sulla vittoria del derby per 3-1. Di seguito le parole dell’allenatore riportate da MilanNews.
LA VITTORIA - "È importante, l'ambiente e l'atmosfera sono fantastici, si capisce ovviamente dopo una partita del genere e soprattutto dopo un mercoledì così. È chiaro, ancora di più dopo la sconfitta contro il Bologna, volevamo festeggiare ancora di più. Sono davvero orgoglioso per quello che hanno fatto i miei giocatori e, con così poco riposo tra le varie partite e soprattutto ancora una volta dopo Bologna, hanno lottato davvero per tutta la partita. Sono davvero orgoglioso. Cerco di leggere e di interpretare ciò che mi dice la squadra: sin dal primo minuto ho avuto la sensazione che eravamo pronti a essere competitivi. La squadra è sempre stata concentrata, calma, e quindi ho avuto sempre questa fiducia"
SINGOLI - "Non sono solo Modric, Rabiot e Moreira, penso che sia tutto l'ambiente, la concentrazione della squadra. Mi piace il modo in cui tutti giocano e si esprimono. Vorrei per esempio parlare un pochino di Pavlović e De Winter, hanno giocato tutte le partite per il modo in cui sono scesi in campo, soprattutto contro una squadra così forte anche in area, e poi ovviamente giocatori come Rabiot, Pulisic, Moreira... tutti hanno fatto molto bene. Tutti insieme siamo stati, devo dire, una squadra migliore. Luka Modric ci ha aiutato molto, ma non solo lui. È stata una bella partita, non straordinaria".
GILA TERZINO E DE WINTER CENTRALE - "Guardando anche le statistiche dell'Inter, non sapevamo se Dimarco avrebbe giocato. Giocano e crossano molto dalle fasce e vengono molto a fare densità in area, quindi penso che per i cross Pavlović e De Winter siano i migliori. Questa è l'idea, mettere le giuste caratteristiche dei nostri difensori rispetto ai loro attaccanti e tutti possono giocare in ruoli leggermente diversi della difesa".
SCUDETTO - "Quello che diceva Cardinale è che l'obiettivo è sì lo scudetto, ma è importante poi vincere queste partite per far capire ai tifosi che le cose non cambieranno in un mese, due mesi o un anno. Dobbiamo affrontare questo percorso: non è che puoi prendere un allenatore, cambiare tutti i giocatori e avere una nuova rosa per ogni nuovo allenatore; per fare questo serve tempo. Poi avremo bisogno di notti e serate magiche, ovviamente anche di passare attraverso le difficoltà come quella di mercoledì e la gioia di questa sera. Voglio dire che la situazione non cambierà dall'oggi al domani, non è possibile. Lo scudetto è possibile? Non lo so quando, ma dobbiamo essere comunque molto onesti con i tifosi, e so che le persone non sono stupide, le persone capiscono e sanno in che momento di crescita è questa squadra e questo club".
CARDINALE - "Avere serate incredibili come quella di oggi, e quando dico serate incredibili mi riferisco sia al risultato che all'atmosfera, così come avremo serate difficili come quella con il Bologna. Le cose non cambiano dall'oggi al domani, non c'è un bottone che basta schiacciare per svoltare da un momento all'altro. È stata semplicemente un'ottima serata, tre punti guadagnati, così come ne abbiamo persi tre contro il Bologna. Per questo dobbiamo essere estremamente onesti con tutti, e credo che quando si vince questo tipo di partite sia necessario analizzare la situazione con la massima chiarezza: ci saranno serate così, vivremo ottimi momenti, ma ci saranno anche gare in cui non giocheremo bene e non riusciremo a vincere. È un processo che non si trasforma dall'oggi al domani. Le critiche ci sono ed è normale, fa parte della pressione che c'è in questo club e lo capisco. Sono davvero felice per Cardinale, perché conosco tutta la storia: so che non è stato facile, non è facile e non sarà facile, ma posso garantirvi che tutti all'interno del club e a Milanello vogliamo fortemente questo obiettivo e faremo di tutto per riportare la società dove merita di stare. Penso sia stata una serata speciale per tutti. A fine partita ero ancora un po' arrabbiato per mercoledì, non so perché, ma è la prima cosa che ho provato. Non mi aspettavo un'atmosfera del genere: è il miglior derby che io abbia mai giocato, l'ambiente è davvero unico e sono davvero felice di averlo vinto, ma restano pur sempre gli stessi tre punti che abbiamo perso contro il Bologna. Potevamo essere più vicini in classifica o cose simili".
UNDICI TITOLARE - "Dipende dalla partita. Non so se è il miglior undici. Ci sono diversi momenti della partita. Voi avete visto la partita e con Gila, Rabiot e Moreira è stato diverso. Non è una scusa, ma se vogliamo vincere, dobbiamo usare tutti. Però è evidente che oggi eravamo una squadra diversa".
MORALE - "Sono davvero felice. E quando sono davvero felice, sono anche molto tranquillo. Poi, beh, sono un ragazzo giovane ma ho già tanta esperienza. Due giorni fa, qui intorno, sembrava di essere in un cimitero, a un funerale: tutti pensavano che sarebbe finita male. Oggi, invece, la gente parla già di scudetto, come se fosse cambiato tutto. Per quanto mi riguarda, avendo esperienza, so che dobbiamo mantenere il livello costante, ma vi garantisco che sono davvero felice. Adesso vado a casa, riposo e poi penserò alla prossima, perché so benissimo che il calcio è fatto così. Quindi, sono il leader di questa squadra e ho il compito di mantenere alto il livello".
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