sosfanta squadra lazio Luis Alberto: “Tornare alla Lazio? Magari, ma è dura se c’è quella persona: dicevo la verità! Sarri mi manca”

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Luis Alberto: “Tornare alla Lazio? Magari, ma è dura se c’è quella persona: dicevo la verità! Sarri mi manca”

Alessandro Cosattini
Luis Alberto torna a parlare di un suo possibile ritorno in Italia e in particolare alla Lazio: ecco le dichiarazioni del centrocampista spagnolo a Copa Mundial su DAZN.

Luis Alberto torna a parlare di un suo possibile ritorno in Italia e in particolare alla Lazio. Ecco le dichiarazioni del centrocampista spagnolo - attualmente all'Al-Wakrah - a Copa Mundial su DAZN: “Tornare alla Lazio? Magari (ride, ndr.). Sappiamo che è difficile se lì continua a esserci una persona (ride, ndr)".

PROTESTA DEI TIFOSI - "Lo dicevo anche prima, sapevo quello che succedeva dentro la Lazio e nelle interviste che ho fatto ho sempre detto quello che pensavo. Ora dopo due anni tutti mi dicono che stavo dicendo la verità".

SARRI - "Mi manca tanto, ho imparato tantissimo da lui come da Inzaghi. Adesso che inizio anche a fare il corso da allenatore ho la fortuna di aver imparato tanto da loro due".

SPAGNA AI MONDIALI - "Vincere è difficilissimo. Poi in questo Mondiale lo è ancora di più, visto che è il più lungo. Io comunque ho fiducia nella Spagna, ha giocatori di alto livello e un gruppo forte, che sta da tanto tempo insieme. Poi ha uno dei migliori giocatori del mondo (Yamal, ndr) e il miglior centrocampo in assoluto. Non sarà semplice arrivare fino in fondo, vedo la Francia favorita e anche l’Argentina che potrà fare un grande percorso. Vediamo, partita dopo partita".


LA MIA CARRIERA IN NAZIONALE - "Non ci penso mai, quando potevo essere convocato c’erano tanti altri giocatori forti. Era difficilissimo essere chiamato, per me è stata una grande soddisfazione anche solo essere stato preso in considerazione due volte. Aver fatto parte di una squadra con gente come Iniesta e David Silva rimarrà sempre con me. Davanti a me c’erano Fabian Ruiz, Busquets, Thiago Alcantara… erano giocatori fortissimi, il top che c’era in quel momento. Poi è l’allenatore che deve scegliere”.