Gattuso: "Come sta Zaccagni, era giù per un lutto! Oggi avrei tenuto il pareggio, su Taylor..."
Gennaro Gattuso ha parlato in conferenza stampa al termine di Lazio-Cagliari, analizzando la prestazione dei biancocelesti e le indicazioni emerse dalla sfida, a partire dalla condizione di Zaccagni, che è uscito dopo una botta ricevuta. Di seguito le dichiarazioni dell’allenatore riportate da Tmw:
PROBLEMA ZACCAGNI - "Zaccagni ha preso una botta, non era fluido nella corsa e non lo volevamo rischiare. Voglio fargli le condoglianze perché stanotte ha avuto un lutto, oggi per lui non era una giornata positiva avendo perso uno zio al quale era molto legato. Devo fare i complimenti al nostro capitano. Lui ha avuto un lutto ieri sera, è venuto a mancare uno zio molto giovane per un brutto male. Lui oggi non stava dentro, è normale perché era molto legato, ma chapeau a lui perché si è messo a disposizione e ha giocato. Sono vicino alla sua famiglia per questo dolore incredibile".
TAYLOR - "Taylor sta abbinando qualità e quantità, dopo un recupero ha rischiato di fare un goal, è per questo che dico di dare i meriti a questi calciatori, oggi gli ultimi 15-20 minuti ho pensato anche di accontentarmi di un punto ma poi loro in primis ci hanno creduto e questo chapeau a loro. Loro trascinano me con gli atteggiamenti e con il modo di fare, anche Noslin era morto ma andava sulle seconde, Pinamonti oggi al di la del gol ci ha dato una grandissima mano. Cataldi che era da tre mesi che non giocava ci ha dato una mano, c’è un grande spirito".
SORPRESA - "La verità è che oggi la squadra ha sorpreso anche me. Sinceramente un punto me lo portavo a casa e sarei stato contento. Loro volevano vincerla a tutti i costi, i cambi ci hanno dato più energia e voglia. Quattro giorni fa qui hanno giocato con la Roma e il Cagliari ha avuto nove palle gol. Sapevamo che avrebbero messo un uomo addosso a Nuno, ma non siamo stati bravi su questo. Dovevamo fare meglio a destra e nel secondo tempo ci siamo riusciti. Poi ci hanno dato una grandissima mano i cambi, se l'abbiamo portata a casa è merito loro per la mentalità e la voglia. Oggi se non avessi vinto in classifica stavamo tutti lì, noi dobbiamo pensare solo alla prossima partita. Ci sono squadre e allenatori molto preparati, dobbiamo cercare di fare qualcosa di diverso perché oggi ce l'hanno un po' incartata. Eravamo sulle gambe, abbiamo pagato la terza partita in sette giorni ma abbiamo fatto un lavoro incredibile a livello mentale. Questo è lo spirito. Voglio anche dire che i miei ragazzi smanettano, lo so che vanno su internet e leggono tanto, ormai dappertutto è cosi, ma il lavoro paga. Per una vita ho fatto il calciatore, c'è stato un periodo in cui anche io ho giocato poco e ho sempre scelto di essere coerente. Con gli atteggiamenti e col lavoro si diventa leader, se oggi i giocatori sono entrati in questo modo è per il loro lavoro e questo è ciò che mi rende più orgoglioso, vedere gente che entra e dà tutto per il compagno".
FUNERALE DOPO IL MANTOVA - "Sull'ambiente io leggo poco e non smanetto, dal primo giorno mi sono chiuso a Formello e il mio staff insieme ai giocatori mi stanno dando la vita. Dentro Formello ci sono tanti laziali veri, lì dentro è una vera e propria famiglia. Gente che esulta e che sta male se le cose non vanno bene. Quando abbiamo perso col Mantova sembrava un funerale, ho fatto una riunione con tutte le persone che lavorano a Formello dicendo che non era morto nessuno. Era successo qualcosa di grave, ma dovevamo continuare con l'entusiasmo visto nei 40 giorni in pre-ritiro. Vi posso assicurare che dal primo giorno questa squadra ha lavorato in maniera incredibile, sembra ormai che ci conosciamo da 10-15 anni. Non sapevo nulla di ciò che succedeva fuori, non ho mai pensato che il problema fossi io o che la gente mi odiasse. Ho lavorato con i ragazzi e abbiamo provato a fare qualcosa di diverso, abbiamo smontato tutto rispetto allo scorso anno. Per questo i meriti vanno ai ragazzi".
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