PIO ESPOSITO - "Noi siamo contenti di Pio per quello che ha dimostrato e per come è cresciuto. Io penso che nella cultura italiana fare giocare i giovani non è semplice. Credo che noi abbiamo avuto sempre la consapevolezza che Pio ci poteva dare quello che ha dimostrato. È un ragazzo molto intelligente, molto umile, che ha voglia sempre di imparare, ascolta quelli che hanno più esperienza e mi auguro che Pio possa avere un grande futuro".
DIMARCO - "Oggi come oggi penso che sia uno dei migliori, perché Fede, al di là degli assist, dei gol che ha fatto, della sua qualità con il suo piede sinistro che è magistrale, ha dimostrato durante tutta questa stagione grande continuità. Penso che per Fede è stata una stagione completa. Io credo veramente che, come dicevi, siamo veramente a un livello altissimo, è difficile trovare giocatori con questa produzione. Quanto è bello da dirigente, da vicepresidente, da bandiera leggenda dell'Inter, vedere un ragazzo che insomma indossava quella maglietta da quando era bambino? Vedere un Fede che era bambino, che ha fatto il nostro settore giovanile, che ha l'Inter nel cuore, credo che fa un enorme piacere. E poi, quando tu lo vedi, con la sua felicità, con la sua naturalezza, vedi in lui l'interista puro e ci fa grande piacere".
A. STANKOVIC - "Io penso che avesse fatto bene sia nel nostro settore giovanile, e poi quando c'è stata questa opportunità di andare a giocare all'estero, ha dimostrato che lui è pronto, perché non è semplice andare via e poi dimostrare tutto il suo valore in un altro paese, in un altro calcio, e lui con grande personalità è riuscito a farlo. Allora noi siamo contenti perché è uno che fa parte della nostra famiglia".
LAUTARO - "Parli con uno che Lauti l'ha visto crescere e quando, lo abbiamo notato per la prima volta in Argentina, e abbiamo colto questa opportunità perché è stata una questione di giorni. Quando si è aperto questa possibilità subito con Piero ci siamo messi a lavorare, poi Piero è andato in Argentina per chiuderla, e sinceramente, quando tu prendi un giovane, soprattutto che viene dal mio paese o del Sud America, non pensi a quello che ti può dare nell'immediato, tu pensi a quello che sarà tra 4-5 anni. E noi sinceramente pensavamo che Lauti poteva essere quello che stiamo vedendo adesso. Io credo che Lauti è andato oltre alle nostre aspettative, perché dimostra grande senso di appartenenza, sempre coinvolto, questa voglia di rimanere all'Inter, di parlare che la sua famiglia si trova bene a Milano, e essere il capitano per me è questo. Lui riesce sempre a essere disponibile con tutti e sono felicissimo, come lo saranno tutti i tifosi interisti. Nel calcio adesso non è facile trovare dei giocatori che abbiano pubblicamente espresso il desiderio di rimanere in un club per sempre. E credo che questo per me, per Lauti, ha un grandissimo valore. Io sono, ripeto, felicissimo perché al di là del che è un argentino come me, sinceramente nessuno discute la sua qualità, prima umana e poi quello che dimostra dentro al campo".
DIRIGENZA - "La cosa più importante per me è sentirmi parte della squadra che lavora fuori. E sinceramente insieme agli altri dirigenti, io penso sempre che i meriti e i demeriti non sono mai di una sola persona, c'è sempre un gruppo di persone che lavorano per far andare bene le cose. E credo che qui all'Inter trovi delle persone, prima con dei valori umani importanti, che ripeto sempre fanno la differenza, però non soltanto nell'area sportiva, se non in tante aree del club, nella quale io sono coinvolto e mi fa piacere fare parte e fare squadra. Perché credo che l'unico obiettivo nostro è far crescere il nostro club a livello di territorio e a livello internazionale. E sinceramente fare parte e festeggiare tutti questi trofei anche da dirigente mi fa un enorme piacere".
MERCATO - "Mi aspetto un'Inter che vorrà difendere quello che abbiamo appena vinto, che vorrà andare in Champions il più lontano possibile, e un'Inter sempre competitiva. Perché credo che una cosa per me molto importante è che in questi ultimi anni l'Inter ha vinto con tre allenatori diversi e vuol dire che c'è una base molto forte, molto solida. E mi aspetto per questo un Inter che sia sempre competitiva".
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