Ospite dell’evento del Foglio, il presidente dell’Inter ha parlato di vari argomenti: da Malagò allo stadio, dallo scudetto alla conferma di Chivu. Queste le sue parole riportate da Fcinter1908: MALAGÒ – “Su Malagò...
Ospite dell'evento del Foglio, il presidente dell'Inter ha parlato di vari argomenti: da Malagò allo stadio, dallo scudetto alla conferma di Chivu. Queste le sue parole riportate da Fcinter1908:
MALAGÒ - "Su Malagò c'è stata una convergenza di 19 club 20m significa che il profilo ha trovato ampio consenso. Credo che il momento difficile che il calcio sta attraversando, non solo l'eliminazione dal Mondiale, il malessere nel calcio c'è da tantissimi anni. Bisogna fare un bel distinguo tra quello che è il valore patrimoniale della Nazionale e quello che rappresenta questo comparto industriale. Le riforme sono necessarie per un futuro migliore che deve rispondere a un concetto di sostenibilità".
PROPRIETÀ - "Oggi abbiamo una serie A che ha più della maggioranza proprietà straniere e meno male che ci siano, l'esempio è Milano. Meno male che Oaktree e RedBird sono riusciti a salvare questa attività sportiva. Il fatto che l'Italia sia stata eliminata è il pretesto per dire fermiamoci e riflettiamo. Il candidato è un profilo di esperienza, sarà l'interprete di un programma elettorale che sarà condiviso con la Serie A e con chi lo appoggerà. Le nostre proprietà su questo modus operandi del fenomeno sportivo italiano tante volte esprimono delle perplessità. Pensiamo a un altro grandissimo problema che è quello strutture, gli stadi, e delle infrastrutture e quindi mi riferisco alle strutte mancanti nel settore giovanile. Chiaro che per loro è difficile assistere a iter burocratici così complicati per costruire uno stadio o centro sportivi dove non viene richiesta nessun intervento pubblico visto che tutto è finanziato privatamente. Le proprietà straniere ci guardano un attimo con un senso di responsabilità maggiore".
STADIO - "Per adesso non c'è stato nessun problema, non vedo criticità".
18 SQUADRE - "L'area professionistica in Italia è la maggiore in termini di presenze e società professionistiche con una percentuale di fallimenti altissima, più di 100 sono fallite negli ultimi 25 anni, questo depone come non ci sia sostenibilità. Ci troviamo davanti al fatto che società come Inter o Milan devono rispondere a impegni diversi, di conseguenza avere 20 squadre significa intasamento degli impegni ufficiali. Se dovessero sospendere una partita per nebbia, oggi non troveremmo neanche la data per poterla recuperare. Il campionato a 20 squadre non è in grado di essere vissuto. C'è la paura da parte delle società medio-piccole della retrocessione, ma queste sono situazioni che dovremmo trovare e accomodare nel modo migliore. Capisco la diversità che c'è tra una società come il Sassuolo e una società come noi che fattura più di 500 milioni. Siamo nell'ambito di una giusta convivenza in un sistema che ha bisogno del Sassuolo, dell'Inter e del Milan".