sosfanta squadra inter Dimarco: “MVP? Dedicato a chi mi dava per finito, queste cose mi hanno fatto male! Pio, Stankovic e Chivu…”

news

Dimarco: “MVP? Dedicato a chi mi dava per finito, queste cose mi hanno fatto male! Pio, Stankovic e Chivu…”

Andrea Della Sala
L'esterno dell'Inter Federico Dimarco, intervistato da Sky Sport, ha parlato della grande stagione disputata sotto la guida di Chivu.

L'esterno dell'Inter Federico Dimarco, intervistato da Sky Sport, ha parlato della grande stagione disputata sotto la guida di Chivu:

MVP - "È stata la stagione più bella della mia carriera. Eravamo partiti da una situazione non facile, e raggiungere due trofei come lo scudetto e la Coppa Italia, coronando tutto con il premio MVP, è qualcosa di straordinario che a inizio stagione onestamente non pensavo di poter raggiungere. Fa un bell'effetto. Perché di solito, a parte l'anno scorso con McTominay, è un premio che viene vinto dagli attaccanti. Vincerlo da esterno di fascia è qualcosa di incredibile. Primo italiano? È qualcosa che mi riempie di orgoglio, perché giochi nella tua nazione, con la squadra del cuore. Faccio fatica anche a descriverlo. Quando l'ho saputo, ero con i miei amici, mia moglie, i miei figli, siamo esplosi di gioia. È stato un premio che non mi aspettavo, davvero il frutto di tutto il lavoro di questi anni", riporta Fcinter1908.

CRITICHE - "La famiglia fa parte del percorso di ogni giocatore, è la parte più importante perché non c'è solo il campo. E poi, come ho già detto qualche settimana fa, mi piacerebbe dedicarlo a quelle persone che alla fine dell'anno scorso dicevano che ero un giocatore finito. Nel senso che dicevano che dovevo essere venduto, che duravo 35 minuti, che non sapevo difendere. Cose che al momento, quando le leggi, fanno male. Però quello che posso dire è che quando entro in campo con questa maglia do sempre più del cento per cento. A volte succede che non fai le prestazioni che vorresti fare".

DELUSIONI - "Perdere la finale di Champions e poi vivere quella stagione lì, arrivando fino all'ultima giornata a giocarsi il titolo e uscendo in semifinale di Coppa Italia, non è stato facile. Ti lascia degli strascichi incredibili. Durante la stagione, alla prima difficoltà, tornano in mente quei momenti. Però questo è stato l'anno della ripartenza. Il gruppo è riuscito a tirare fuori qualcosa di incredibile e il mister è stato importante e una parte fondamentale, soprattutto all'inizio, quando ci ha tirato su di morale".


CHIVU - "Le parole che mi ha detto preferisco tenermele per me. Però già al Mondiale per Club in negli Usa mi ha detto subito delle cose forti, perché sapeva che in quel momento avevo bisogno di ritrovare la fiducia che avevo perso. Piano piano, con il lavoro e con quelle parole, sono riuscito a riacquistarla e a fare questa stagione".

RECORD - "Onestamente, durante l'anno, quando mi facevano certe domande sugli assist, rispondevo sempre che l'obiettivo era che portassero a vincere il campionato e la Coppa Italia. Forse non me li sono goduti appieno sul momento. Adesso, a stagione finita, dico a bocce ferme che fa molto piacere. Ma come dico sempre: fare il passaggio è una cosa, il gol si divide a metà. Bisogna avere chi la butta dentro, e io ho la fortuna di avere attaccanti e centrocampisti che sbagliano poco".

SCONFITTE - "La stagione precedente era stata frustrante, non aver vinto nulla. Da quando sono tornato all'Inter avevamo avuto una media di due trofei all'anno, e quell'anno zero. Mia moglie me lo ha detto chiaramente: stavo sbragando, ci pensavo troppo. Da quando mi sono isolato ho azzerato tutto, ho pensato a cosa avevo sbagliato e cosa potevo fare meglio. Il mio preparatore Andrea mi ripete sempre che ogni anno si riparte da zero: bene o male che tu abbia fatto, bisogna ripartire perché inizia una nuova stagione con nuovi obiettivi. Non è facile da imparare, però mi è servito tantissimo. Prima, quando le cose non andavano, non parlavo per due o tre giorni, la subivo tantissimo. Adesso, giocando ogni tre giorni, hai bisogno di azzerare in fretta e pensare alla partita successiva. Ho dovuto lavorarci molto, ed è stato un bene".

MANCINI - "È stato l'allenatore che mi ha fatto esordire all'Inter e in Nazionale. Quando sono sceso in campo con quella maglia a 16-17 anni, in una trasferta di Europa League, non riuscivo neanche a realizzare dove fossi. Mi ha sempre detto che credeva in me, anche quando eravamo in Nazionale. Lo ringrazio molto per quell'opportunità".

PIO ESPOSITO E ALE STANKOVIC - "Ognuno se la deve vivere a modo suo, perché tornare è bello ma per restare all'Inter devi stare sempre a un livello altissimo, e non è facile. Sono contentissimo per Pio, gli voglio un bene enorme. Ha già dimostrato il suo valore e può fare ancora meglio, diventerà un attaccante fortissimo. E spero che l'anno prossimo torni anche Ale Stankovic: l'ho preso che aveva 17 anni, lo portavo io agli allenamenti come un fratellino. Ha delle potenzialità importanti".

CHAMPIONS - "Aver fatto due finali di Champions negli ultimi quattro anni è già qualcosa di straordinario, non è da tutti. Sono orgoglioso di giocare con questi compagni in questa squadra. Non sono uno che fa promesse, non dico che l'anno prossimo vinceremo la Champions, però posso promettere che faremo di tutto per andare più avanti possibile".