SOS Fanta Squadra Inter Chivu: “Provedel titolare? Rispondo così! Come sta Spence, Calha, Diouf, Sucic e con Stankovic è colpa mia“

Chivu: “Provedel titolare? Rispondo così! Come sta Spence, Calha, Diouf, Sucic e con Stankovic è colpa mia“

Andrea Ajello
Le dichiarazioni di Cristian Chivu alla vigilia di Inter-Parma: il tecnico nerazzurro ha presentato il match e parlato anche di molti singoli.

L'Inter torna in campo dopo la lunga sosta e ospiterà il Parma sabato alle 18. Cristian Chivu si è presentato in conferenza stampa, ecco le parole del tecnico nerazzurro verso il match riportate da fcinternews:

PAUSA NAZIONALI - "Cambia poco per me 2-3 settimane, per come la penso io. Cambia l'attesa, gli allenamenti con pochi giocatori a disposizione. Cambia per i giocatori in Nazionale che hanno giocato ogni tre giorni. Il resto è stato tutto normale, ci siamo ritrovati tutti da due giorni. Domani si ricomincia, siamo tutti felici e contenti perché l'attesa per molti è stata lunga".

DOPO IL MILAN SIETE LA SECONDA SQUADRA CON PIU' GIOCATORI IMPIEGATI IN NAZIONALE - "Mah, non possiamo trascurare i minutaggi fatti dai nazionali, non vogliamo metterli a rischio, comprometterne l'integrità fisica. Questi giocatori sono abituati a giocare ogni tre giorni, preferiscono questo agli allenamenti. Dovrò capire il momento, l'avversario e l'equilibrio della squadra. Fino alla prossima sosta giocheremo sempre ogni tre giorni".

PROVEDEL TITOLARE - "Non lo so, vedremo domani alle 18 le scelte che farò".

SPENCE - "Si allena con noi da una settimana, senza vincoli o altre cose. Ha fatto 5 allenamenti fatti bene, ma non possiamo dimenticare il periodo di riabilitazione più la vacanza dopo il Mondiale. E' assente da due mesi, sarà convocato e ci fa piacere che sia tornato. Ci fa piacere vedere il suo sorriso e le sue qualità".

GIOCARE A 4 DIETRO - "Per come siamo costruiti, diciamo le solite banalità e preconcetti. Non c'è la garanzia di vincere a 3 o 4, è inutile sprecare energie su questo. Per me sono importanti i principi di gioco, tengo a ribadirlo anche oggi. La nostra squadra è costruita a un determinato tipo di gioco, e non mi riferisco al sistema, ma ai principi. Non è il Subbuteo, noi siamo molto mobili, abbiamo tante soluzioni. Mi adatto a quello che questo gruppo è abituato a fare. Sono convinto che la squadra possa giocare a 4, non so se per una stagione intera. Non abbiamo in mente qualcosa di non funzionale col nostro modo di fare".

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CALHANOGLU - "Ci teneva a giocare con la Nazionale turca. Hakan ha iniziato in gruppo da lunedì, è una settimana che si allena. E' a disposizione. Sono arrivate voci dalla Turchia, io sono il suo allenatore e voglio fare chiarezza sulla notizia che non sia voluto andare a vedere i suoi compagni a Bologna per la partita con l'Italia. Il problema sono stato io, mi prendo la responsabilità. Ci siamo allenati nel tardo pomeriggio, ci tenevo fosse con noi, se no gli avrei dato un permesso. Lui voleva andare in nazionale, ha recuperato in tre settimane. Volevo rimanesse con noi, abbiamo bisogno delle sue qualità".

SOTTOVALUTARE IL PARMA - "In questi anni abbiamo imparato a non sottovalutare nessuno, l'anno scorso lo abbiamo dimostrato. Abbiamo perso delle partite come i derby ma non abbiamo mai sottovalutato le altre partite. Poi 'sulla carta' non vuol dire niente. Noi cerchiamo sempre di presentarci in campo nella nostra migliore versione. Nessuno ci regala nulla, lo sappiamo".

PROBLEMI IN FASE DI NON POSSESSO - "Oggi è stato il primo allenamento (ride, ndr). Non c'è bisogno che io dica che ho parlato anche individualmente ai giocatori, dobbiamo aggiungere delle cose in certi momenti. E' una questione di atteggiamento, di determinazione. La nostra disorganizzazione in alcuni momenti bisogna accettarla. Ma non è questione di fare 'blocco basso' o altro. Io ho sempre detto che abbiamo margini di miglioramenti importanti in entrambe le parti. Dobbiamo trovare l'energia giusta per non mettere a rischio l'andamento di una partita. Non possiamo valutare le reazioni che abbiamo avuto agli svantaggio, è tanta roba. Siamo una squadra consapevole, che ha la forza mentale di ribaltare il risultato contro avversari importanti. Non voglio perdere questo, ma vorrei anche aggiungere la maturità nel capire i momenti della partita. Parlo di standard e lealtà".

EQUILIBRIO DIFENSIVO PASSA ANCHE DA CALHANOGLU - "Oggi sappiamo quanto sia importante Calhanoglu, siamo curiosi di vedere all'opera Stankovic, così come Sucic, Mkhitaryan e Barella. Non vorrei però danneggiare la fiducia di qualche giocatore parlando di un altro, quindi sono molto attento perché non voglio ferire nessuno. Siamo tutti importanti, dal mio punto di vista. Parliamo di una squadra evoluta, con responsabilità individuali sulla fase difensiva".

L'ANTI INTER USCIRA' DA COMO-ROMA - "Perché non parliamo di anti-Roma, anti-Como, anti-Juve, anti-Milan? Parliamo sempre di anti-Inter. Noi siamo consapevoli che per portare a buon fine i nostri obiettivi dobbiamo lottare. Non c'è bisogno che qualcuno ci ricordi che abbiamo il diritto di metterci la corona sulla testa, sappiamo che dobbiamo lottare per ottenere il racconto che si fa all'esterno. E' troppo presto per parlare di certe cose, sono passate solo cinque giornate di campionato. Noi vogliamo essere competitivi, a ottobre bisogna parlare solo di questo".

TEMPO EFFETTIVO AUMENTATO E NON CI SONO PIU' 0-0 - "Credo che i problemi di una cultura calcistica non si possano cambiare in due mesi. C'è bisogno di tempo per capire dove si arriverà e come. Oggi vediamo un dinamismo diverso, c'è più ritmo. Non si perde più tempo perché ci sono delle regole che non ti permettono di farlo".

STANKOVIC - "Ale fino ad ora è entrato due volte. Poteva giocare di più? Sì. Magari la colpa è mia perché ho un rapporto che mi lega a lui da molti anni. L'ho visto crescere e mi fa piacere vedere la maturità che ha raggiunto. Sa di essere capitato in una squadra evoluta, dove c'è una grande pressione. Mi fa piacere che lui lavori seriamente per fare vedere che può stare a questo livello. Dimostra fiducia e autostima in ogni allenamento, prima o poi farà vedere di che pasta è fatto. Lo consideriamo un giocatore dell'Inter, siamo contenti che sia qua con noi. Nessuno è perfetto in questo gruppo, tutti possiamo migliorare".

SUCIC E LE PAROLE DI BOBAN - "Io le opinioni di altre persone le commento poco. Zvonimir è un grande per me, so anche il contesto in cui ha detto determinate cose. Venivano da una sconfitta non facile da digerire. Non voglio però neanche focalizzarmi troppo sull’andamento di Petar che l’anno scorso è stato tra i tre centrocampisti più impiegati per minutaggio. Se riduciamo tutto alla titolarità e all’ego, sono cose che non fanno per me. Petar non è stato dimenticato in panchina, ha avuto la possibilità di farsi vedere e siamo contenti. Era ancora un po’ indietro di condizione per il mondiale e perché l’ho mandato a casa dall’Australia per farlo gioire con la famiglia per quell’evento. Non creiamo un caso. Per me è importante, sappiamo cosa potrà darci, siamo contenti del suo inserimento, di come cerca a mettere a disposizione del gruppo tutte le sue qualità”.

DIOUF TERZINO - "L’ho visto, mi è anche piaciuto. Andare in nazionale a fare una cosa che non aveva mai fatto neanche in allenamento non era facile. Mi fa piacere quando un giocatore capisce che non si deve legare a un ruolo fisso, che la duttilità e quello che lui può dare al gruppo in base alle necessità è importante. Bisogna cambiare abitudini e convinzioni nel fare un certo lavoro. E’ contento? Per me sì, ha giocato con la Francia con quei campioni. Spero che prima o poi anche dal punto di vista mentale accetterà ancora di più che più cose sai fare, più puoi crescere sia in nazionale che nel club”.

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