MONDIALE PER CLUB - "Fondamentale, ho capito cos’erano loro e la delusione che hanno vissuto l’anno scorso. Le ambizioni erano alte, non ce l’hanno fatta, non vuol dire che non hanno fatto un gran lavoro visto che è stato un grande percorso. La squadra non stava bene mentalmente, ho cercato di trovare tempo da spendere per quanto riguarda l’uomo, consapevole che le ambizioni erano alte. Alla fine sono quelle che fanno la differenza”.
SOGNO - "Era il sogno mio, della società, dei tifosi e della squadra: le ambizioni dell'Inter, la sua storia negli ultimi anni dice di mantenere l'asticella alta ed essere competitivi su tutti i fronti. A volte riesce, altre no, ma contano l'ambizione, il lavoro e le motivazioni giuste per raggiungere obiettivi e sogni. Questo gruppo lo ha fatto sin da subito, da quando hanno accettato che rappresentiamo qualcosa di più importante di noi. Vincere due trofei non è mai scontato ed è merito di un gruppo di ragazzi meravigliosi. Sono sui campi da una vita e cerco di capire il mondo. Ho fatto molti anni da allenatore delle giovanili, perché serve un percorso, non sei mai pronto per certe cose. E mi è servito, dal basso ho imparato mille cose che mi sono servite quest'anno. E incontrare questo gruppo è stato fantastico: ci mettono la faccia, hanno ambizioni e trovano le motivazioni, mettendo a disposizione dell'altro la miglior versione che hanno".
VOTO ALLA STAGIONE - "Il primo 10 della storia l'ha preso la ginnasta Comaneci ed era rumena (ride, ndr). Anche io do voto 10 alla squadra, il prossimo anno le ambizioni saranno ancora più alte. Dieci e lode, a tutti quanti. Se ho mai dubitato? In America già abbiamo messo le cose in chiaro, ho fatto capire chi sono a loro e loro a me. Ho trovato un gruppo che si è messo a disposizione nonostante i cambiamenti e nonostante cose che non erano abituati a fare. Ma quando hai in testa ciò che rappresenti, diventa tutto più semplice. E lo hanno fatto vedere nei momenti di difficoltà. In uno spogliatoio quotidianamente ci sono alti e bassi da gestire, quando vinci alla fine devi essere felice. Ce lo meritiamo".
A CHI LO CHIAMAVA STAGISTA - "Soddisfazioni è semplice, per ciò che mi ha ferito dico quello che i miei figli hanno dovuto leggere su di me a inizio stagione. Chiedo scusa io per qualcun altro".
VITTORIE - "Ho vinto anche in Primavera e quella nessuno me la toglie. Lì ho pianto, mentre una settimana fa e oggi no. Lì sì, perché è stato bello, hanno dato l'anima e in semifinale perdevamo 3-0 all'intervallo, ribaltandola, e poi battendo in finale la più forte del campionato. Quello è il primo e non me lo togliete. Sono strafelice del mio percorso nel settore giovanile di questa società, ma più per i ragazzi, se lo meritano. Sappiamo che aspettative ha una società come l'Inter, noi dobbiamo farci trovare pronti. Ci siamo guadagnati questo col lavoro, vincendo trofei, e vogliamo continuare così".
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