sosfanta squadra como Fabregas: “Sergi Roberto e Vojvoda recuperati. Como in Champions? Rispondo così!”

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Fabregas: “Sergi Roberto e Vojvoda recuperati. Como in Champions? Rispondo così!”

Marco Astori
Intervenuto in conferenza stampa, Cesc Fabregas, allenatore del Como, ha parlato così verso la gara di sabato pomeriggio contro il Napoli.

Intervenuto in conferenza stampa, Cesc Fabregas, allenatore del Como, ha parlato così verso la gara di sabato pomeriggio contro il Napoli, ecco le parole riportate da TMW.

NAPOLI - "Il Napoli? Una squadra che ha avuto tanti problemi, con tanti infortuni, di giocatori importanti durante la stagione. Grande merito al mister Conte di averli mantenuti ad un livello alto. Il Napoli è cresciuto tanto negli ultimi anni, adesso l'esigenza è alta. Hanno fatto una grande stagione, merito al gruppo e all'allenatore. Sarà una partita importante, come quelle giocate".

INFORTUNATI - "Anche noi abbiamo avuto infortuni. Siamo tutti, Sergi Roberto non può giocare tutta la partita, Vojvoda è tornato ad allenarsi. A parte Addai siamo tutti a disposizione. Sarà una bella partita, di calcio propositivo, due squadre di grande mentalità".

ARBITRI - "In Spagna si parla tanto dell'arbitro, in Inghilterra un po' meno. Ma se ne parla sempre, sfortunatamente. Non penso mai alla malafede, ci mancherebbe. Come ci sono allenatori o giocatori di livello differente, per gli arbitri è uguale. Se no non giocheremmo e non andremmo in campo. Preferirei non giocare la partita. Penso ci sia buon senso. Da quando sono migliorato in panchina, che sono meno agitato, provo a migliorare e l'arbitro è più aperto a parlarti, a capire le cose. Siamo tutti coinvolti, tutti dobbiamo aiutarci. Peccato succedano cose negative con l'arbitro, ma dovrebbe essere la persona meno importante. Dovrebbe solo arbitrare, mentre la gente paga il biglietto per vedere lo spettacolo. Non mi piace molto parlare di questa cosa. Ieri per Arteta non era o meno rigore, sono episodi però. Non mi piace giudicare senza sapere esattamente cosa sia successo. Ho visto il video dell'arbitro che si gira e chiede se sia rigore, ma non la vedo nemmeno come una cosa drammatica. Magari in quel momento c'era difficoltà in quel senso e una persona ha voluto dargli una mano. Anche se so che in quel momento non si dovrebbe. Ma non si può giudicare in malafede, lasciamoli lavorare".


GOL DI DOUVIKAS - "Una cosa è il nostro stile di gioco, cosa cambia è la struttura e gli elementi. Certi giocatori che avrebbero potuto fare qualcos'altro contro gli avversari. Si creano delle dinamiche utilizzando alcune pedine piuttosto che altre. Quando siamo usciti dal pressing il Genoa si è messo dietro, noi abbiamo fatto una giocata tranquilla. Se ho rivisto il mio Como al 100%? Sì. Mentalità, coraggio, sono stato capitano di una squadra molto giovane, ossia l'Arsenal. L'esigenza era massima, venivamo dall'epoca di Henry ecc. e quando Wenger ha cambiato filosofia, era difficile. Devi andare a vincere perché sei l'Arsenal, ma lo stai facendo con un altro tipo di giocatore. Con gente meno esperta. Non è che ti vada bene sempre. Magari può peccare di autostima o non sanno cosa voglia dire essere giudicati. Oppure vai a giocare a Genova, 30mila persone, sono in un buon momento e ti pressano, lì è molto difficile. Magari dici: 'Mi sento male, non voglio la palla'. Invece noi abbiamo giocato con la nostra mentalità. Non li ho visti demoralizzati, hanno giocato. Nel secondo tempo ho visto una squadra che diceva 'non mi fanno gol'. Tutti giocatori solidali, facendo sempre una corsa in più, è questo che dobbiamo fare noi. Se dobbiamo fare 100 metri in più si fanno. La solidità difensiva non si può sbagliare".

ALLENAMENTI DI CONTE - "Non lo so. Ricordando i due anni di Antonio era diverso, ma se la domanda è se abbia imparato qualcosa, sì. Tantissimo. Mi ha fatto soffrire tantissimo a livello fisico, di esigenza, corsa, intensità, andare sempre a mille. Anche io lo voglio nella mia squadra, in un modo magari diverso, anche senza palla. Alla fine è la stessa cosa e sì, è vero che dopo 4-5 mesi di adattamento al suo metodo, io volavo a dicembre. Fisicamente mi sentivo fortissimo. Quando mi sono abituato alla sua maniera di lavorare, alla sua mentalità... credevo in quello che faceva".

SERGI ROBERTO ALLENATORE - "Io penso che la sua testa sia da giocatore, anche se me l'ha raccontato. È un mondo diverso. Se non cambi il chip, è difficile. Lui penso voglia ancora giocare, è una differenza molto grande, a livello comunicativo. Si vede che ha un altro livello. Penso che sarà un grande allenatore, è un pensatore. La sua intelligenza. La nostra porta è aperta per tutti. Abbiamo Iovine, Cassetti, per Reina l'offerta era qua. Quanta più gente che è qua sentendo il Como, con la mentalità giusta, meglio. Dopo viene la scelta di vita, pensieri diversi. L'altro giorno abbiamo perso la semifinale di Coppa Italia contro l'Inter, arriviamo all'albergo dove eravamo all'una della mattina e c'era Lorena, che si occupa della cucina. Io qui mi emoziono, queste sono le persone che vogliamo qua. La mentalità che vogliamo portare a Como. Non è per tutti. Siamo ancora all'inizio, non siamo grandi, si deve imparare e siamo molto giovani".

LAHDO - "A Genova quasi quasi lo facevo entrare, Da Cunha era diffidato e non avevo nessuno in mezzo, ma ho fatto entrare Kuhn. Però è stato infortunato, è tornato dalla Svezia U19 con qualche dolore. Però dallo scouting ci credono tanto, lo hanno analizzato. È giovanissimo, ma il livello qui è molto alto. Baturina, Caqueret, Da Cunha... deve continuare a lavorare, crescere, capire tantissime dinamiche. Ma per il futuro crediamo in lui".

COMO IN EUROPA - "Alla Champions non rispondo. Ma quando Suwarso mi ha detto che avrei avuto la squadra, non sapevo se fossimo pronti. Champions step troppo ampio? Dobbiamo pensare partita dopo partita. Il mercato? Manca ancora, dobbiamo aspettare. Non sai dove finirai. Se la Lazio vince la Coppa Italia e tu finisci settimo, c'è una possibilità di rimanere fuori. La possibilità esiste, io sono molto prudente. Preferisco andare partita dopo partita. Poi facciamo le pagelle dopo la Cremonese e come società valuteremo meglio. Ma se siamo pronti o no, non lo so. So solo che stiamo facendo una buona stagione, i ragazzi sono cresciuti tanto e speriamo possano fare altri passi in avanti".

PSG-BAYERN - "Se sei l'allenatore di una delle due squadre si può soffrire un po' di più, ma quando vai da spettatore e ti immagini una grande partita... non mi immaginavo di stare là a guardare una gara del genere dall'alto. Penso di aver visto la miglior partita in vita mia. Come tifoso del calcio. Ho goduto, mi ha fatto vedere dove sta andando il calcio moderno. Alla fine non ho visto molta tattica collettiva, ma individuale. Pressing, uno contro uno... Olise gira la testa 50 volte per capire cosa debba fare. Ho imparato tantissimo da questa partita. Una goduria per tutti".

IMITARE PSG E BAYERN - "Noi proviamo ad applicare alcune cose. Oggi ho fatto un video di 20 minuti con centrocampista e trequartista con attaccante, per comparare quello che facciamo noi. Ai ragazzi piace tantissimo imparare, alcune volte sono più semplici di quanto ci aspettiamo. Sì, ci sono giocatori top dall'altra parte, ma se non lo fai e non ci provi in allenamento... tu devi avere qualcuno che ti faccia vedere cosa faccia il miglior giocatore in questo momento. Per applicarlo in allenamento e piano piano in partita. Io voglio sempre guardare il migliore, anche se alleno in un club di paese o al Como. Poi ci so individualmente giocatori che possono fare di più, questo è il nostro lavoro".