Maldini: "Incidente? Una cavolata, ma la verità si sa! Pisacane, la Nazionale, le critiche e il mio cognome..."
Daniel Maldini, attaccante del Cagliari, ha rilasciato un'intervista ai microfoni di Sky Sport: queste le dichiarazioni del classe 2001.
CAGLIARI - "Siamo partiti subito con il piede giusto, siamo contenti e vogliamo continuare così. Speriamo di dare ancora di più. I quattro gol consecutivi? Di gol spettacolari non ce ne sono ancora stati, però credo che quello contro la Juve sia il più importante. Anche se non ha portato i tre punti, è stata comunque una partita molto bella. Ho trovato sicuramente grande fiducia da parte del club, dello staff e dei miei compagni. Credo che questa sia la cosa più importante per me, quella che mi permette di rendere meglio in campo. Pisacane? Credo che far stare bene un giocatore sia la cosa più importante. Se l'allenatore riesce a farlo sentire bene, automaticamente si innesca un grande meccanismo che può portare a grandi cose".
NAZIONALE - "Sicuramente è motivo di orgoglio. Vestire la maglia azzurra credo sia il sogno di ogni ragazzo, soprattutto da bambino. Anche il fatto che, quando entri, ci siano le foto di mio papà o di mio nonno ti trasmette un'emozione veramente grande. Mancini? Sono sicuramente molto contento. Il mister riesce a trasmetterti una tranquillità invidiabile perché, anche quando le cose non vanno per il verso giusto, sa come farti stare sereno e come aiutarti a farle andare nel modo migliore".
IL PESO DEL NOME - "Ormai credo che la questione del peso sia superata. È sempre stato così, quindi sono abbastanza abituato. Per me è più una felicità che un peso".
CRITICHE - "Hanno sempre parlato tanto di me e credo sia normale. Il giudizio degli altri mi è sempre abbastanza scivolato addosso, quindi non mi importa molto".
INCIDENTE - "Ho fatto una cavolata e giustamente pago per quello che ho fatto. Però credo sia giusto che io non paghi per cose che non ho fatto. La verità si sa. L’importante è che tutto questo sia passato e che la mia famiglia sia stata al mio fianco. Siamo andati avanti, ed è questa la cosa più importante. Ho ricevuto tanta cattiveria? Sì, tanta. Però credo sia normale. Come ho detto prima, il giudizio degli altri è abbastanza irrilevante. La cattiveria arriva, ma poi se ne va. Questa è la cosa importante”.
PAPÀ - "L'ho sempre visto come un supereroe, anche se ho vissuto questa cosa in maniera abbastanza normale. Per me è sempre stato qualcosa di naturale, anche se magari non lo era".
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