APPROCCIO - "Quando ho iniziato a conoscere la gente che lavora per il club ho trovato un'onestà incredibile: parole e obiettivi chiari. Di solito non si dice sempre la verità quando si approccia un nuovo allenatore, invece qui è stato diverso. Bologna è rimasta nei miei pensieri fortemente".
MESSAGGIO - "Il messaggio che do è 'divertiamoci'. Sia per i tifosi allo stadio sia per i giocatori sia per il mio staff. Siamo fortunati a poter lavorare nel calcio e deve essere un divertimento".
ORSOLINI - "Non ci ho parlato, ma è stata una mia scelta ponderata non sentirlo perché dal momento che ne avrei sentito uno avrei dovuto sentire tutti. L'unico con cui ci sono stati contatti è stato Lorenzo De Silvestri perché con lui c'è una situazione in essere importante. Comunque è logico che vorrei che Orsolini diventasse una bandiera di questo club".
MODO DI GIOCARE - "Sono cresciuto italiano, a casa parliamo italiano e mangiamo italiano. I miei calciatori preferiti sono sempre stati italiani ed ho sempre seguito allenatori italiani. Calcisticamente sono nato in Germania lavorando per circa 11 anni nello Stoccarda e poi nell'Hoffenheim, ma a parte questo ho molto di italiano in me".
FREULER - "Innanzi tutto gli farei i complimenti per la carriera e poi forse come sta andando la preparazione al Mondiale. Sul Bologna? Forse arriveremo anche a parlare di quello".
EUROPA - "È presto per parlare di Europa, non dobbiamo pensarci ora perché si rischia di perdere qualcosa sull'inizio della stagione. L'importante è lavorare giorno per giorno e poi si vedrà".
ROWE E CASTRO - "La società conosce bene la rosa e i singoli giocatori. È importante che tutto venga discusso all'interno. Chiaro che sono giocatori importanti, ma vedremo. È importante la tempistica perché fa parte del calcio che a volte succedono degli imprevisti. Io comunque sono fiducioso e rilassato".
GIOVANI - "Venendo da un settore giovanile mi piace lavorare con i giovani perché si vedono progressi e miglioramenti e ti dà soddisfazione. Ad alti livelli non conta l'età, sarebbe sbagliato puntare solo sui giovani o solo sull'esperienza. Quello che conta è la prestazione durante gli allenamenti e durante le gare, ma non l'età".
FERGUSON - "Un conto è vedere un gruppo di giocatori in televisione o in video e un altro è vederlo sul campo. Non è la Playstation, abbiamo a che fare con essere umani che hanno idee e sentimenti. Ferguson più vicino alla porta? Prima di spostare un giocatore bisogna vedere il suo carattere e il suo feeling, ascoltare e poi prendere una decisione. Ferguson ha dimostrato di poter giocare in più ruoli ma voglio conoscerlo e parlarci".
RAIMONDO - "Vorrei averlo con noi dall'inizio. È un giovane molto interessante e quantomeno vorrei vederlo in sede di preparazione. So che è molto richiesto ma vorrei giudicarlo sul campo perché gli 11 gol segnati con il Frosinone sono un bel biglietto da visita".
LA ROSA - "Mi piacciono le rose snelle. Se c'è necessita con l'Europa si deve ampliare il numero di giocatori, ma senza Europa mi piacerebbe avere un gruppo di 17-18 persone perché tutti potrebbero essere titolari. Più giocatori si ha e più giocatori sono scontenti e insoddisfatti. Alla fine tutti vogliono giocare e accettano meno volentieri la panchina. Avendo giocatori ibridi che possono ricoprire più posizioni vorrei avere una rosa più snella. L'ideale sarebbero 20 giocatori, più 4 portieri".
ODGAARD - "Sì penso che lui sia un giocatore che può essere utilizzato in più ruoli, ma anche qui devo conoscerlo e parlarci. Vorrei posticipare la risposta alla domanda, magari parlando con lui mi dice che preferisce fare il terzino destro".
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