Joshua Zirkzee ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta dello Sport. Questo un estratto delle sue parole su mercato e il momento che sta vivendo al Bologna.
Zirkzee: "Voci di mercato? Non mi interessano, quando Arnautovic è stato ceduto..."
MERCATO - "Non lo so, ma non mi interessano questi rumors... Io so che quando giro nel centro di Bologna tanti mi fermano e parliamo. Ieri, dopo una foto, un ragazzo mi ha detto “A Firenze gol eh! Io domenica ci sono”. Ecco: io cerco sempre di giocare bene perché la gente non la voglio deludere".
GOL ALL'INTER - "A fine gara io e Sommer abbiamo parlato: mi ha detto che si è sentito un po’ in colpa per aver sbagliato, quindi non lo ritengo perfetto come gol".
PRESSIONE - "Prima della gara la sento molto: proprio perché non voglio deludere il mio allenatore, i compagni, la gente che grida il mio nome e quello del Bologna. Prima sento l’agitazione nel voler fare le cose per bene, il fuoco addosso: quando inizia la gara torno quello di sempre e quel fuoco lo esprimo a modo mio".
MOTTA - "Ci fa guardare sempre avanti o più in alto, ma Motta è il Coach. Punto".
ORSOLINI - "Se mi chiede com’è Orsolini, io dico matto, fa lo stupido e gol".
AEBISCHER - "Non sbaglia un pallone, intelligente e leader".
SAELEMAEKERS - "Dico che parla molto, “molesto” e gran giocatore".
DE SILVESTRI - "Leader, musica e la più gradevole persona al mondo"
ARNAUTOVIC - "Avevamo e abbiamo un bellissimo rapporto: quando ho fatto il primo gol in questa stagione, la prima telefonata è stata di Marko. Non mi vergogno a dire che sono stato felice quando è andato all’Inter: si è liberato un posto (sorride, ndr). Cosa mi ha detto? “Adesso è il tuo turno”. Dopo le vacanze sono tornato ad allenarmi e mi sono detto: fai tutto quel che devi fare per non deludere nessuno. Credo di essere cresciuto. Da piccolino guardavo Ibra, Ronaldinho, Ronaldo il Fenomeno, Van Basten, poi ho giocato con Lewandowski e Arnautovic: ma a questi ultimi due non ho mai chiesto pareri o trucchi. Li ho guardati. Ho assorbito nozioni, giocate. E il resto l’ho messo io, di mio".
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