Walter Zenga da ieri è il nuovo allenatore del Cagliari. Così l’ex portiere si è presentato oggi in conferenza stampa: “Ritengo il Cagliari una squadra buonissima. La prima cosa che ho fatto è stata chiamare Maran, un professionista che stimo tanto. Recentemente avevo appena finito di dire che passava un momento complicato, ma non aveva cancellato il girone d’andata. Riparto da questa base, il Cagliari è una squadra importante, con storia, che rappresenta una ragione, con dei valori, voglio riportare entusiasmo e quella follia che può portare chiunque a sognare ma anche accettare eventuali sconfitte, purché avvengano con attitudine, bisogna sudare la maglia. Walter jr. non vede l’ora di venire a Cagliari per vedere Joao Pedro, Nainggolan e tutti, perché abbiamo visto insieme Cagliari-Fiorentina. Quando c’è stata Parma-Cagliari, io ero là. Ho seguito molto la squadra, l’ho vista giocare tante volte. Col presidente c’è un rapporto di reciproca stima da tanti anni”.
"Cragno o Olsen?". La risposta di Zenga in conferenza: si presenta così
COLLABORATORI - "A me piace molto guardare le cose che facciamo con i miei collaboratori, con cui eravamo fino a poco fa a rivedere quello che abbiamo fatto. Max Canzi lo conosco da una vita, credo che sappia fare benissimo la match analysis, così come la presenza del professor De Bellis: non abbiamo bisogno di avere 15 persone, possiamo dividerci bene il lavoro con quelli che siamo".
PER RIPARTIRE - "Non abbiamo bisogno di alibi, ma voglio sicuramente riportare entusiasmo a questa piazza. Sicuramente le due settimane di lavoro che mi trovo davanti mi aiutano tantissimo: sono tanti piccoli aspetti su cui lavorare, ma è questa l'unica risposta che mi sento di darle. Lavorare, bisogna far questo".
IDEA DI CALCIO - "Quando alleno mi metto l'elmetto per difendere la mia squadra, credo che questo venga apprezzato da tutti. La mia idea di calcio è quella che già proponevo a Crotone, penso che qualcuno se lo ricordi. Non posso sapere cosa sia successo a questa squadra e non mi permetto di entrarci. I punti sono tanti contando che non si vince da tanto, troveremo il problema e lo risolveremo per trasformare la paura in coraggio".
OLSEN E CRAGNO - "Mi piace essere il meglio di me stesso oggi, e lo chiederò anche ai giocatori. Basta guardare al passato e pensare nero, poi il modulo passa in secondo piano. Contano i principi di gioco e le motivazioni. Il modulo non è un dogma. Olsen e Cragno? Male che vada gioco io (ride, ndr). Seriamente, meglio avere 3 portieri affidabili su cui scegliere piuttosto che non averne. Abbiamo esempi in giro per il mondo, a volte si perdono pure le Champions. Ho portato solo un preparatore delle palle inattive, punto su uno staff che conosce la squadra e su una rosa che ho visto giocare bene nel girone di andata".
SCELTE - "Quando un allenatore subentra cerca di mantenere quelli che hanno un buon rendimento, rigenerare chi è scarico e togliere la pressione delle gerarchie da chi non giocava. Se in allenamento c’è un ragazzo che merita più degli altri gioca lui. Ho sempre fatto esordire qualche giovane, non mi interessano età e scadenze contrattuali".
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