Torna a parlare Walter Zenga. Nel giorno del suo 60esimo compleanno, l’allenatore del Cagliari ha parlato così a Sky Sport: “Mi piacerebbe tornare a giocare perché vorrebbe dire tornare a vivere, vorrebbe dire che le cose in tutta Italia andrebbero diversamente. Non ci sarebbe alcun problema da parte mia a giocare anche d’estate, ripeto. I professionisti sono fermi, il processo è difficile da seguire, ma le soluzioni ci sono e si possono trovare. Nei campi di calcio e di allenamento i giocatori possono allenarsi meglio che al parco. I miei calciatori non li stresso più di tanto, voglio stiano in famiglia più serenamente possibile. Li sento una volta a settimana, giusto per capire come sanno.
Zenga: “Nainggolan e Joao Pedro andranno al parco: perché non al campo?”
EX CALCIATORI - “Messaggi dai miei ex giocatori? Sono sempre in contatto con la maggior parte di loro, vuol dire che il lavoro fatto insieme è stato fatto con serietà, è una grande soddisfazione per me”.
MALDINI - “Ho parlato recentemente con Paolo, ci siamo anche guardati male nei derby del passato, ma finite le partite finiva tutto, questo è il bello”.
CAGLIARI - “Ho allenato la squadra 5 giorni, ho fatto un’amichevole e basta, ma la squadra la sento mia perché in questo lungo periodo l’ho approfondita in tutto e per tutto, mi sono fatto raccontare tutto, ho rivisto partite su partite”.
RIPRESA - “Cosa farei io se dovessi decidere? Non entro nel merito giuridico della questione: prestiti e queste cose qui. La mia disponibilità da professionista e sportivo c’è per terminare il campionato anche a luglio e agosto. Problematiche? Tante partite in pochi giorni lo è sicuramente; i professionisti esposti a infortuni anche, infatti serve sia fatto tutto per gradi. I calciatori non vengono da vacanze, ma da lunghi periodi a casa: le problematiche non sono semplici da superare. La voglia ce l’hanno tutti, sono sicuro”.
ALLENAMENTI - “Nainggolan e Joao Pedro stando al Governo potranno riprendere ad andare al parco a correre, ma non sarebbe meglio nel campo di allenamento? Noi ne abbiamo quattro per esempio per dividere la squadra”.
SIMILE A ZENGA - “La personalità in un portiere è una caratteristica fondamentale, sì. Donnarumma è del 1999, ha giocato 150 partite col Milan, è impressione. Non lo consideriamo tra i giovani perché è di un’altra categoria, ma è giovane, non lo dimentichiamo. Io a Crotone mi ero segnato due nomi: Meret della Spal e Cragno del Cagliari, mi avevano impressionato dal vivo, l’area di rigore era casa loro. In un’intervista ho detto di Sirigu, a cui sono affezionato, e poi quello che mi ricorda me stesso era Perin. E tralascio Buffon, un’icona assoluta ancora in attività, che per me è ancora un giovanissimo”.
BUFFON - “È un esempio. Sembra abbia appena compiuto 23 anni, invece ne ha fatti 24 di carriera. Vi rendete conto? Un giovane deve prendere in considerazione lui, gli anni di concentrazione, serve un percorso per arrivare sul livelli suoi, di Totti, di Del Piero”.
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