Con l’addio di Damien Comolli e l’insediamento di Giovanni Carnevali come ad della Juventus, può cambiare tutto per il rinnovo di Dusan Vlahovic, impossibile fino a qualche giorno fa. Spiega Tuttosport: “Il serbo è infatti...
Con l'addio di Damien Comolli e l'insediamento di Giovanni Carnevali come ad della Juventus, può cambiare tutto per il rinnovo di Dusan Vlahovic, impossibile fino a qualche giorno fa. Spiega Tuttosport: "Il serbo è infatti convinto che qualcosa di importante arriverà, non ha la frenesia di chi vuole a tutti i costi avere un orizzonte definito, e nemmeno scarta a priori le opzioni prospettategli nell’ultimo periodo. Per capirci: le telefonate dalla Turchia, soprattutto se il Galatasaray dovesse presentarsi con una proposta ricca, stavolta le ascolterebbe con più attenzione. Il sogno Premier, se piovesse un’offerta da una squadra fuori da questo giro di Champions League, rimarrebbe decisamente vivo. Perciò valuta, Dusan. E ha visto naturalmente di buon occhio il cambio al vertice della Juventus, con l’avvicendamento da Comolli a Carnevali che ha stuzzicato la fantasia di molti e soprattutto quella dello stesso attaccante, il primo a non chiudere a chiave la porta sulla Continassa. Ecco, tra gli elementi che più l’avevano deluso dopo l’ultimo incontro, c’era stato in particolare l’aut aut della dirigenza ormai passata. Vlahovic - ancora in Italia, pure per terapie - avrebbe volentieri continuato a parlarne. Avrebbe quindi cercato un compromesso credibile. E di sicuro con Comolli si è sentito già sconfitto ancor prima di affrontare quell’incontro definito (unilateralmente) finale. Ora: a cambiare è stato e sarà l’interlocutore, però non la situazione da cui le parti ricominceranno i discorsi. Il nuovo Ceo ha intenzione di aspettare ancora qualche giorno prima di riaprire il dossier Vlahovic, la cui risposta non si farà attendere. Anzi: c’è voglia di capire, dopo tante parole, se e quanti margini potranno realmente esserci per ricucire.
Certamente c’è la volontà di Spalletti di ritrovarlo alla Continassa al raduno. Pertanto, razionalmente, i bianconeri considerano due strade davanti a sé. La prima riguarda effettivamente la durata dell’accordo, finora trattato esclusivamente su base biennale: allungare anche solo di un anno permetterebbe di spalmare le cifre ritenute oggi eccessive, quindi darebbe più forza allo stesso giocatore, il cui timore è di ritrovarsi a discutere ancora del suo futuro solamente tra 12 mesi (un po’ come accaduto un anno fa). L’altra strada è trovare una quadra sul bonus alla firma, andando a riacquistare - chiaro, a prezzo più o meno di saldo - il calciatore, pagandolo però direttamente al suo entourage. Ecco, l’entourage. Parola magica e per questo da nominare con estrema cautela: quello di DV9 spera di tornare prepotentemente nelle discussioni, finora portate avanti solamente da papà Milos, l’unico a prendere le redini di un rapporto ormai saturo tra la Juventus e gli stessi agenti che nel 2022 avevano portato Vlahovic da Firenze a Torino con un’operazione capolavoro (almeno per loro, almeno dal punto di vista finanziario). Chiarito quest’equivoco, si potrà allora ripartire. Ognuno dalla sua posizione, ognuno con l’idea che si è fatto dell’intera storia. Ognuno infine con l’intenzione di recuperare il legame, quello tra Dusan e la Juve, che non era solo facciata ma soprattutto una missione. Mai portata a compimento. Magari quel lieto fine è stato solo rimandato, molto però dipenderà dall’attaccante e dalle sue richieste: 8 milioni all’anno erano troppi, decisamente troppi, per il vecchio ad. Chissà che pensieri porterà il nuovo vento alla Continassa sullo stesso tema. La certezza è che sia tornato a tirare nella direzione della punta serba".