Fabio Quagliarella si racconta verso l’inizio della nuova stagione. Il capitano della Sampdoria ha parlato in esclusiva a Il Secolo XIX: “Complimenti dopo i due gol al Piacenza? Tanti… sono piaciuti. Sono a una ventina di ritiri. A livello mentale quando ero giovane li soffrivo di più, le corse a secco… adesso metabolizzo. Pero fondamentalmente li odio. Mancano pochi giorni alla fine di questo ritiro, sto accumulando la stanchezza. Preparatori e mister si preoccupano che possa farmi male, “dicci eh…”. Mi trattano come un panda”.
Quagliarella: "Perché dissi no alla Juve! Io come un panda, D'Aversa è cazzuto, il ritiro..."
ASPETTATIVE - “Spero di dare un grande contributo come negli ultimi anni. Certo so benissimo l’età che ho, ma anche come mi alleno e la mia professionalità. Sono molto tranquillo e sereno. Mi dicono, l’anno scorso ti sei gestito… semmai mi gestiva Ranieri. Fosse per me le giocherei tutte dal primo all’ultimo minuto. Io faccio il calciatore, tu l’allenatore. Se tu pensi che io debba riposare, non mi chiedere se me la sento o no, ti rispondo sempre di “sì”. Ho una grande voglia di giocare, so che sono gli ultimi colpi… ma capisco anche l’allenatore. Non stare a pensare se io mi possa incazzare o meno se mi lasci fuori. Ogni scelta è condivisa. Alla Altafini… so benissimo che non posso giocarle tutte, certe partite è anche meglio subentrare”.
OBIETTIVI - “Sogno i 200 gol in A, ma è lunga (è a 177, ndr). Ora mi piacerebbe andare in tripla cifra con la Samp, dovrebbe essere lì (è a 99, ndr), ma non diciamo niente… sarebbe per me una grande soddisfazione”.
FUTURO - “Innanzitutto ci tengo a ringraziare Ferrero per il contratto. Per il resto è capitata l’occasione di fare questo corso, mi sono detto mi porto avanti, è sempre meglio avere qualcosa in mano quando smetto. Non so quando, ma non credo sia a lunga gittata… non dico oggi che il prossimo sarà l’ultimo, farò il bilancio a metà. però mi piacerebbe restare nella Sampdoria, se ci sarà la possibilità, cominciando ad allenare i ragazzini. Dicono che quando smetti ci vogliono due anni per capire che vuoi fare nella vita. Io poi sono per la gavetta in tutte le cose, il passaggio improvviso dal settore giovanile alla prima squadra non fa per me. Alla Mancini o Zidane. Sono per fare le mie esperienze, prendere le mie mazzate, come da calciatore, passato dalla C2 alla A”.
OFFERTA JUVE - “Sì, ma alla fine non è stato un “no” a loro, ma un “sì” alla Samp. Ringrazio la Juve, è stato un attestato di stima pazzesco a 37 anni. Ma stavo troppo bene qui…”.
GENOVA - “Sto una “bomba” qui. Non ho mai escluso di fermarmi. Alla Cassano? Infatti lui abita a cinquanta metri da me. Anche perché io sono nato e cresciuto in una città di mare e dal terrazzo vedo il mare. Ho fatto il bagno a Quinto tante volte, mi sto appassionando alla pesca subacquea, anche se non come Tonelli che si alza alle cinque del mattino… La gente di Genova poi mi fa stare al top”.
D’AVERSA - “Un allenatore cazzuto, propone allenamenti molto intensi alla riceda di calcio offensivo. Mi piace. Poi ovvio c’è bisogno di tempo, di capire le sue idee, e riusciremo ancora meglio quando entreremo in condizione. È di rottura rispetto agli ultimi nostri allenatori, ma per me è uno stimolo. Mi piacciono le novità. A livello di intensità, di urla, assomiglia un po’ a Conte, allo stesso Giampaolo. Secondo me il prossimo campionato sarà particolarmente bello, sono arrivati tanti allenatori importanti, Mourinho, Allegri, Sarri, Spalletti, portano novità”.
EURO 2020 -“ Ho visto la finale in Albaro con Verre e Murru su un maxischermo. Ho avuto la soddisfazione di fare parte seppure per poche partite di quel gruppo, di aver conosciuto ragazzi giovani e bravi, di capire il calcio di Mancini, come preparava le partite. Mi sono immedesimato. Rimpianti per la mia storia con la Nazionale? Potrei fare un lungo elenco di momenti non giusti della mia carriera… Dovevo fare il rinnovo con la Juventus e mi sono spaccato il ginocchio, a Napoli sapete come è finita… sì che ci penso al mio passato. Ma ci vuole anche fortuna”.
GOL - “Una volta parlando del Napoli ho detto che avrei barattato i miei undici gol per uno solo, una traversa che avevo preso al San Paolo alla prima giornata, da centrocampo. Ora no. Mi basta pure segnare con un tap in da un metro. Prendo tutto. Però la soluzione balistica fa sempre parte del mio dna. So anche che è fisiologico avere momenti di digiuno. Quando sei giovane dici “cavolo non segno più che mi succede”. Da vecchio dici “forse non ce la faccio più”: Ma io cerco di essere lucido. Autocritica e domande. Perché questo periodo? Oppure, quante occasioni hai avuto? Becchi periodi in cui la squadra fa fatica e non essendo Messi Faccio fatica pure io. Però tutto in una maniera molto easy. Tanto lo so: quando non segno sono vecchio e se segno… mi ricordano che sono vecchio lo stesso”.
SEGRETO - “Per stare al passo con i giovani devo riposare tanto e bene. Dormo dalle 7 alle 9 ore a notte. Non sono uno che esce, sto a casa, guardo la televisione. Ma quando arriva mezzanotte… la mia compagna Debora ormai lo sa, mi dice “andiamo a dormire”. Piuttosto il problema è che quando mi concentro mi viene sonno. Se stiamo così a parlare, cazzeggiando, posso durare anche ore, ma se mi devo concentrare… Mi stanno parlando bene di una serie tv “Peaky Blinders”, ma so che dopo tre minuti crollo. Sono cinque serie, a tre minuti a puntata finisco tra dieci anni…".
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