PARMA - “Sapevo che qui avevano giocato tanti argentini, conoscevo bene il club anche per questo. Crespo, Ortega, Verón: tutti hanno scritto pagine importanti. Parma mi piace perché è una città tranquilla e io sono una persona semplice, che apprezza le piccole cose. Una passeggiata al parco o una chiacchierata con Lola mi bastano. Quando sono arrivato Nahuel e Lautaro mi hanno dato una mano, così come Estevez, soprattutto con la lingua e con quelle piccole cose quotidiane che però, quando cambi Paese, fanno la differenza. Il gol contro la Juventus è stata un’emozione incredibile. Tutti mi parlavano dell’importanza di quella partita e la aspettavo tantissimo. Ricordo il gol sotto la curva, la vittoria e quei punti fondamentali per la salvezza: sono momenti che porterò sempre con me. Tengo molto a lasciare una buona immagine di me ovunque vada. Finora credo di esserci riuscito e mi rende orgoglioso. Mi piace parlare con tutti e conoscere persone diverse, anche perché il fatto di parlare più lingue mi aiuta. Non restiamo chiusi solo tra argentini, ci piace coinvolgere tutti nel gruppo”.
SOGNO - “Uno dei miei sogni è diventare papà. Non mi sento ancora pronto, ma vedendo il rapporto che mio padre ha avuto con me è qualcosa che un giorno vorrei vivere”.
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