José Mourinho, allenatore della Roma, è ancora una furia dopo quanto successo negli ultimi giorni. Un fiume in piena. E annuncia già la formazione per il turno infrasettimanale contro il Cagliari, come riporta Vocegiallorossa dopo quanto detto a DAZN e in conferenza.
Mourinho: "Vi dico già ora la formazione per il Cagliari! I 5 in tribuna? Difficile perdonarli"
CAGLIARI - "Se vuoi sapere chi gioca mercoledì a Cagliari, lo dico già ora: la stessa formazione di oggi". Quindi Rui Patricio, Karsdorp, Mancini, Ibanez, Vina, Veretout, Cristante, Zaniolo, Pellegrini, Mkhitaryan e Abraham.
PAREGGIO - "Per me è stata una grande partita, ho avuto la sensazione che con tutta la pressione sia stata una gara di alto livello. Lo 0-0 mi sembra buono, come poteva essere 1-0 per noi o 0-1 per loro. La gara è stata dura per tutte e due le squadre, c’è stata intensità, tanta concentrazione, nessuna paura e rispetto da tutte le parti. Abbiamo chiuso le transizioni e i contropiede, è stata una partita di alto livello".
DIFESA - "Penso che i due terzini stiano migliorando, la copertura di Veretout e Cristante è molto buona, uno si sente meglio nell’uscire a pressare e l’altro dà copertura. Per noi era importante anche il lavoro di Zaniolo e Mkhitaryan, per la posizione di Fabian che è importante per loro abbiamo giocato con un 4-4-2 difensivo, abbiamo pressato ed è stata una partita molto intensa. Ho visto una stanchezza che mi piace, di gente che ha lavorato tanto, loro giocano molto con Osimhen, è stata una partita dura, abbiamo avuto le nostre occasioni ed è stata una partita che è quasi unica, siamo stati espulsi io e Spalletti".
ESPULSO - "Non ero contento per una decisione, ma non ho detto altro. Io e Spalletti siamo stati espulsi ma non penso che si possa dire che l’arbitro abbia diretto male, ha fatto un lavoro positivo ed equilibrato. Non andiamo a casa felici felici, però c’è la sensazione che il risultato sia giusto".
PROVATO A VINCERLA - "Abbiamo fatto una ca**ta giovedì e avevamo un peso diverso, poi non è facile giocare contro il Napoli, questa è una partita dove devi essere umile e riconoscere la forza dell’avversario, volevano vincere ma anche noi. La verità è che è un pareggio per 0-0 ma in panchina c’è la sensazione che sia stata una partita logorante".
CINQUE IN TRIBUNA - "Kumbulla, Reynolds, Villar, Diawara e Mayoral? Sono cose di spogliatoio, sono messaggi che riguardano performance negative, è un messaggio per me importante. Ci sono partite e partite, sicuramente avete fatto dove avete fatto partite dove siete tornati a casa arrabbiati, però la partita rimane nella mia storia e mi rimane difficile perdonarli. Conto di recuperarli? Certo, non hanno una croce davanti alla faccia".
OGGI E JUVE - "Sono state due partite diverse, abbiamo dominato maggiormente contro la Juventus, più controllo nella palla ma abbiamo giocato meno in transizione perché la Juventus ti pressa meno rispetto al Napoli, con la Juventus mi è piaciuta la personalità e la capacità di dominare il gioco, oggi mi è piaciuta l’organizzazione e abbiamo controllato Osimhen che non è facile, abbiamo anticipato molto bene questo. Sono state due partite che mi danno la sensazione che la nostra squadra di 11-12-13-14 giocatori mi piace veramente e c’è materiale umano per lavorare e imparare. Abbiamo giocato con due delle tre-quattro squadre più forti d’Italia, solo un punto ma ce la siamo giocata".
INSIGNE - "Ho scherzato con Insigne, che è un ragazzo simpatico, gli ho detto che deve giocare di più e lamentarsi di me. Abbiamo parlato un po’ misto tra napoletano e italiano (ride, ndr). Torno a casa con la sua maglia".
GASPERINI - "Di solito solo un allenatore viene espulso, l’altro è contento. Oggi siamo stati espulsi entrambi. Magari arrivo a casa, analizzo la partita e ho una visione diversa, ma la visione è che abbia fatto un lavoro positivo. Se sono l’arbitro vengo da me e mi dico di smetterla, la prima volta che mi ha visto mi ha ammonito, alla seconda volta non ho neanche protestato, mi sono girato. La performance dell’arbitro è una cosa diversa, mi è sembrato abbastanza, non ricordo episodi. Poi i gialli e i rossi… è una sua decisione".
IN TRIBUNA - "Dico sempre che non sono io a scegliere i giocatori, sono loro. È semplice. Il calcio è un mondo un po’ crudele, per tutti, principalmente per gli allenatori. Per i giocatori anche. Non sono giocatori che hanno una croce, non sono finiti, no no. Domani è un altro giorno e domani si inizia da zero".
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