SOS Fanta News Milan, cosa cambia senza Rangnick: il budget di mercato, Ibra sconvolto, Maldini, Szoboszlai...

Milan, cosa cambia senza Rangnick: il budget di mercato, Ibra sconvolto, Maldini, Szoboszlai...

Fabrizio Romano

Cambiamenti in arrivo. Importanti, pronti per evolvere dai prossimi giorni. Ralf Rangnick non arriverà più e il Milan prenderà una forma diversa rispetto a quella prevista, nella sostanza attuale come nelle scelte future. In primis, il budget del mercato non sarà più vincolato alle cifre stabilite con Rangnick: il tedesco si era infastidito per il ribasso da 100 milioni a 75 milioni più il 50% delle cessioni, spiega La Gazzetta. Ora il Milan potrà orientarlo sulle necessità di Stefano Pioli con meno pressioni e ansie, alla ricerca di nuovi affari alla Theo e Bennacer. Perde quotazioni invece il nome di Dominik Szoboszlai perché Rangnick ne era lo sponsor principale, ma al Milan è sempre piaciuto dunque non va depennato dalla lista. Semplicemente, c'è un aggancio (pesante) in meno: per Ralf era una priorità.

Naturalmente, con l'addio al progetto Rangnick si aprono speranze per la permanenza di Paolo Maldini che era contrario allo sbarco del tedesco sul pianeta Milan. L'ex capitano adesso può restare al timone dell'area tecnica e le sue parole in difesa di Pioli con Gazidis nel comunicato rossonero sono un indizio importante, con lui va avanti anche il ds Ricky Massara.

Veder restare Maldini e non arrivare Rangnick può cambiare anche il futuro di Zlatan Ibrahimovic, ieri sera sconvolto quando ha saputo la notizia. "Ma è tutto vero?", ha chiesto all'inviato di Sky Marco Nosotti a bordocampo dopo la partita, incredulo. Non lo sapeva, soprattutto temeva arrivasse Rangnick. "Chi è? Non lo so...", aveva detto di lui nei giorni scorsi. Ecco: se convincerlo con Ralf sarebbe stato impossibile, con Maldini e Pioli ci sono chances quantomeno per provarci già dai prossimi giorni. Il Milan avrebbe fatto di tutto a prescindere invece per rinnovare l'accordo con Gigio Donnarumma, con o senza Rangnick; ma di certo andare avanti con questa dirigenza facilita il dialogo con Mino Raiola rispetto a un padre padrone come Ralf che avrebbe dovuto ripartire da zero, in prima persona.