"Sulle mie condizioni parlano in tanti, ma le conoscono in pochi". Lo dice Sinisa Mihalovic in esclusiva a La Gazzetta dello Sport: "Ho battuto il Covid ma guardo oltre. Non posso pretendere che siano tutti professori di ematologia, esperti in trapianti o altro. Ma almeno dai mezzi di comunicazione, che hanno il compito di informare e di limitare il dilagare di fake news mi aspetterei un po’ più di conoscenza della materia. Io in questo momento, parlo di prima e dopo la positività al Covid, sto benissimo. I miei esami sono perfetti. Non mi sono state imposte precauzioni diverse da quelle che deve tenere una persona normale. Mi sento in piena forma e ho ripreso a fare quello che facevo prima: corro dieci chilometri al giorno, mi alleno, faccio pesi.
Mihajlovic: "Ho battuto il Covid. Ma è pieno di merde, altro che haters"
Vivo normalmente. Ed è quello che intendo continuare a fare, senza spavalderie, godendomi la vita ogni istante. Non so se questo dà fastidio a qualcuno. O se è solo più facile empaticamente essere vicini a chi è fragile e debole in un letto di ospedale, rispetto a chi guarisce... Diceva Enzo Ferrari che gli italiani ti perdonano tutto, ma non il successo. E io ci aggiungo, anche la felicità. Perché c’è tanta invidia e tanta cattiveria in giro. Non solo in Italia, dappertutto. Com’è che vengono chiamati sui social? Haters, odiatori? Io faccio una traduzione più spicciola: li definisco merde...".
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