L'amministratore delegato dell'Inter Beppe Marotta è intervenuto al Festival dello Sport a Trento. Il dirigente nerazzurro ha parlato fra le altre cose della cessione di Romelu Lukaku, della separazione con Antonio Conte e della trattativa per l'acquisto di Dusan Vlahovic. Le sue parole riprese da InterNews24.
Marotta svela: "Vlahovic era un obiettivo! Il rientro di Eriksen e i rinnovi di Lautaro e Barella..."
SANCHEZ - “Vorrebbe giocare sempre e quello che apparentemente è un sentimento di protesta dobbiamo trasformarlo in grande attaccamento. Si arrabbia perché non gioca, non e menefreghista e ha a cuore le sorti della squadra.Noi che lo conosciamo sappiamo che queste reazioni sono estemporanee ed istintive. Continueremo con lui fino a quando non vorrà fare diversamente”.
SCUDETTO - "Quando abbiamo raggiunto la matematica certezza dello scudetto è stato un grande momento, una sorta di liberazione per aver raggiunto un obiettivo sicuramente difficile. Momento chiave? Un momento preciso non c’è stato, ma devo dire che la grande valutazione è stata fatta nella vittoria contro la Juventus, li abbiamo capito che potevamo essere protagonisti e, addirittura, abbiamo capito che potevamo arrivare lontani e ci siamo arrivati. Il merito è di tutti".
CONTE - "La decisione finale di dirsi addio è stata frutto di conversazioni fatte nei giorni precedenti. Fa parte dello sport, della vita e se una persona decide di interrompere un rapporto bisogna avere rispetto, e noi dobbiamo guardare avanti con ottimismo, perché le società rimangono, mentre calciatori e allenatori passano".
INZAGHI - "La decisione di Conte non è stata così prevedibile, ci ha spiazzati. In quelle occasioni devi agire tempestivamente e abbiamo individuato – fortunatamente -, un giovane allenatore con un percorso significativo come Simone Inzaghi, che stava per rinnovare con la Lazio. La tempestività mia e di Ausilio è stata quella di bloccare il rinnovo con la Lazio e presentare il nostro programma".
ERIKSEN - "Sicuramente è stato un momento drammatico, passare dal vedere una bella partita al vedere un giocatore che conosci crollare a terrà così. Anche qui, per fortuna, siamo stati tempestivi a ricevere informazioni visto che il dottor Volpi si è messo subito in contatto con i medici danesi e ha avuto una prima diagnosi immediata, anche se non era facile, visto che anche oggi ancora non si hanno certezze. La cosa più bella è che Christian ha dato segni di risveglio. Il vuoto lasciato nel club è del tutto relativa e secondaria rispetto alla sua salute. Sul suo recupero è difficile fare ipotesi ora, siamo in una fase in cui attendiamo l’evolversi della situazione. Siamo in contatto con lui e con i medici e al momento opportuno valuteranno quale sarà il futuro a livello calcistico".
LUKAKU - "La mia esperienza dice che non bisogna mai fidarsi di niente e prepararsi a tutto. Lukaku ha manifestato l’interesse di essere ceduto al Chelsea, e davanti a una situazione così non potevamo non accettare e rispettare la sua volontà. Si è iniziato un percorso di trattativa, dove abbiamo fatto il nostro prezzo e da subito abbiamo pensato alle alternative. Non mi sono assolutamente sentito tradito, anche perché comunque è stato un grosso introito per le finanze del club e abbiamo realizzato una bella operazione".
DZEKO - "Quando pensi a una sostituzione devi avere pronta anche una lista di eventuali opzioni. E’ normale che ci sono obiettivi che possono essere raggiunti e altri che non possono. Come management dobbiamo bussare alla porta della società che ha quel determinato giocatore e vedere cosa rispondono. Dzeko volevamo prenderlo già l’anno scorso e, grazie anche alle circostanze favorevoli del mercato – la promessa del presidente della Roma -, l’attaccante è arrivato di fatto gratuitamente".
VLAHOVIC - "Ad oggi lo considero un grande talento, anche se per parlare di campione bisogna aspettare. Tra talento e campione c'è una bella differenza. Ci siamo anche trovati in una situazione negoziale molto impegnativa, anche se potevamo immaginare di arrivare a due attaccanti di questa caratura. L'obiettivo era Dzeko, il secondo era Vlahovic. Ci sarebbe stato anche un aspetto complementare, col giocatore esperto per l'immediato e il giocatore per il futuro. Sarebbe stato il massimo, ma siamo stati comunque felici dell'operazione Dzeko che ci ha dato garanzie nell'immediato".
FUTURO - "Sicuramente la pandemia ha accentuato una situazione di grande sofferenza in cui tutti i club italiani si trovavano. In media, Inter, Milan e Juve, hanno perso un totale di circa un miliardo di euro insieme. Il modello attuale non da quindi garanzie e dovevamo trovare dei rimedi, e credo sia giusto non dipendere direttamente sempre dall’azionista. Devo sottolineare come la famiglia Zhang ha profuso circa 700 milioni di euro, ed è normale che prima o poi si debbano rivedere alcune situazioni. Il compito del management è quello di conciliare gli aspetti sportivi con quelli economici finanziari. Quest’anno siamo sicuramente tranquilli grazie alle due cessioni (Lukaku e Hakimi)".
CESSIONI FUTURE - "Posso escludere altre cessioni importanti, certamente. Voglio tranquillizzare i tifosi che l’Inter esiste ed esisterà nel futuro. Se questa squadra ha un obiettivo credo che possa raggiungerlo".
BARELLA - "Nicolò è uno degli esempi che da talento è diventato un campione. E’ riuscito ad affermarsi sempre di più. Siamo davanti a un vero campione ed è giusto anche gratificarlo dal punto di vista economico. Diciamo che nelle prossime settimane ci incontreremo. Capitano? Si, sarebbe molto bello, anche perché Handanovic diciamo che è più avanti con gli anni. Lui deve dimostrare di avere capacità anche umane per essere leader".
OSIMHEN - "Osimhen è stato un acquisto oneroso, ma non era uno sconosciuto. Tanti club avevano puntato su di lui ma poi ci sono circostanze che ti portano a seguire una piuttosto che un’altra strada. Noi lo conoscevamo, ma stavamo seguendo altre piste".
ICARDI - "Non voglio criticare chi ha gestito prima di me l’Inter, e sicuramente Icardi era un gran talento, ma è stato investito di responsabilità quando non era ancora al pieno delle capacità, e parlo della fascia da capitano. E’ un ragazzo che si è sempre comportato bene e la scelta è stata fatta per altre motivazioni".
RICONFERMA DELLO SCUDETTO - "Io credo che questa squadra possa confermare lo scudetto. Vogliamo regalare ai tifosi la seconda stella".
RIMPIANTO DI MERCATO - "Se dovessi dirne uno l’ultimo è stato alla Juventus. Potevamo prendere Haaland, ma purtroppo dovevamo andare fuori budget. Potevamo davvero prenderlo per poco e ora è sicuramente un profilo tra i più importanti. In Italia? Non credo potrai mai arrivare, perché ad oggi l’Italia è un campionato di transizione e non uno dove i calciatori vogliono arrivare e restare. Per questo noi adesso dobbiamo agire di fantasia".
CRISTIANO RONALDO - "Contrario? No, io ho espresso la mia valutazione. Un campione così lo vorrebbero avere tutti in squadra. Lui impersonifica la professionalità. Bisogna però anche collocare un giocatore così in un posto dove, in quel momento, c’erano da gestire altri aspetti. Però non sono mai stato contrario".
HAKIMI - "Se Lukaku fosse partito prima Hakimi restava? Quando i giocatori sono allettati da ingaggi più importanti spesso e volentieri ti dicono che vogliono andare. Il PSG è una corazzata, sia dai nomi che economicamente, sarebbe stata dura trattenerlo".
LAUTARO - "Lautaro sta dimostrando con i fatti di essere un calciatore che rappresenta presente e futuro. Mi auguro che il futuro sia all’Inter e a breve annunceremo il suo rinnovo, che è molto importante".
RINNOVO - "Mi trovo molto bene all’Inter. Io e tutti i dirigenti ne abbiamo parlato con Zhang e, quando arriverà in Italia, parleremo bene del futuro, ma i presupposti sono tutti positivi. Con assoluta certezza posso dire che, dopo l’esperienza con i nerazzurri non starò più in nessun club".
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