sosfanta news Marotta svela: “Cosa pensavo dell’arrivo di Ronaldo alla Juve! E i veri motivi del mio addio”

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Marotta svela: “Cosa pensavo dell’arrivo di Ronaldo alla Juve! E i veri motivi del mio addio”

Daniele Najjar
Il presidente dell’Inter, Giuseppe Marotta, ha parlato a DAZN di alcuni retroscena legati al suo passato alla Juventus ed anche al suo addio al club bianconero. Ecco la sue dichiarazioni riportate da Tmw. DIFFERENZE JUVE E INTER –...

Il presidente dell'Inter, Giuseppe Marotta, ha parlato a DAZN di alcuni retroscena legati al suo passato alla Juventus ed anche al suo addio al club bianconero. Ecco la sue dichiarazioni riportate da Tmw.

DIFFERENZE JUVE E INTER - "La Juventus aveva una proprietà che si sussegue nel tempo, nell'Inter purtroppo questo non è accaduto e questo comporta avere più difficoltà. Entrambe sono grandi società e sono la storia vera del calcio italiano, sono molto, molto orgoglioso di essere nell'Inter".

ADDIO ALLA JUVE - "Il fatto e la consapevolezza che la proprietà e il presidente avevano giustamente voglia di fare un cambiamento nella struttura manageriale, ringiovanendola. Lo stesso Andrea Agnelli, che ha acquisito esperienza che non aveva nel 2010 quando arrivai io, voleva recitare un ruolo da protagonista ed è legittimo. Quando la proprietà rivendica un ruolo importante, il manager fa un passo indietro. Con grande stima, le nostre strade si sono divise".

CRISTIANO RONALDO - "Rapporto incrinato per l'affare CR7? È una leggenda metropolitana. Certamente non era un'operazione che io condividevo al massimo, ma in un modo spontaneo di confronto con il presidente e la proprietà, non era una cosa di litigiosità. Ritenevo che Cristiano Ronaldo, che è un grandissimo campione, magari era un'operazione troppo grande per noi in quel momento. Però c'è il rispetto dei ruoli, io mi sono accodato al presidente".


INTER - "Mi ricordo benissimo quel sabato in cui ho annunciato che non si sarebbe più rinnovato il rapporto tra di noi. Era un giorno di tristezza, vedevi gli 8 anni… Da un lato sono fortunato, da un lato sono coraggioso e ho detto che ero sicuro che quando si chiude una porta, si sarebbe aperto un portone. In effetti, l'incredibile è che è successo in 24 ore, talmente in modo strano… Siccome non avevo il numero di Zhang, non ero sicuro fosse lui, pensavo fosse uno scherzo e così chiesi a Cairo se il cellulare fosse il suo. Quando ho ricevuto la conferma, l'ho richiamato e ci siamo visti il lunedì".