SOS Fanta News Joao Pedro: "Doping, pensavo di smettere! Che bello se l'Italia mi chiama. E il futuro..."

Joao Pedro: "Doping, pensavo di smettere! Che bello se l'Italia mi chiama. E il futuro..."

Fabrizio Romano

Joao Pedro si racconta. E lo fa in una bella intervista a La Gazzetta dello Sport, da leader e capitano del Cagliari: "Amo questa città. La gente, l’aria pulita, il maialetto che se la gioca con la mia amata Picanha, casa mia".

CRESCITA - "Il decollo arriva... lavorando. Sono cresciuto fisicamente. Ho messo in casa una mini palestra, sono collegato 24 ore su 24 con Luis, il mio preparatore. Aver fatto tanti ruoli mi aiuta".

RUOLO - "Maran mi ha tramutato in punta. Mi ha spinto e convinto. Io facevo il trequartista e pensavo fosse il mio ruolo. Ho seguito tanto Pavoletti e imparato da lui, soprattutto sul modo di colpire di testa. Ho studiato e imparato".

DOPING - "Era stata una mazzata, quella storia del doping. Ho pensato di non giocare più. Mi ero perso. Mi allenavo a casa da solo e lavoravo per dimostrare la buona fede. C’è stata sempre Ale, ma anche il Cagliari. Quando mi hanno fatto capitano, mi hanno chiamato Di Francesco e il presidente Giulini. Sento una responsabilità enorme. Devo essere il portavoce e sono molto trasparente, pure con i tecnici".

ITALIA - "È stato un colpo. Non me l’aspettavo. È come fosse nato qualcosa dentro. Tutti voi sapete quanto è forte il mio legame con l’Italia. Quel poco che sono diventato lo devo a questo Paese. Ho trovato Ale e sono nati i miei figli. L’Italia vale il Brasile. Sono già contento che si sia pensato a me. Anche se non dovesse succedere nulla".

FUTURO - "Io vivo il momento. Non penso al domani, ma solo all’oggi".