Italiano: "La verità sul Napoli e i no al Milan! Spero Orsolini rinnovi, su Dovbyk, Castro e Tedesco..."
Vincenzo Italiano, nuovo tecnico del Besiktas, ha concesso un'intervista ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. Ecco le sue dichiarazioni: "Club top, con organizzazione super, un centro sportivo perfetto e un ambiente incredibile: spinge dal 1’, così caldo non l’avevo mai visto o vissuto. Esaltante. Stasera c’è la seconda gara col Midtjylland, poi se passiamo avremo un’altra gara e i playoff di Europa League. Ma se dovessimo uscire, entreremmo nei preliminari di Conference. Il club mi ha chiesto l’Europa, l’una o l’altra. In campionato dobbiamo dare fastidio al Galatasaray che vince da quattro anni di fila. La squadra è forte, se riusciamo a prendere due-tre giocatori lo saremo ancora di più. Trossard? Super: arriva ai primi di agosto. Salah? Per ora è tutto congelato, per ora. Ma con noi c’è Kokcu, un grande capitano".
TARANTOLATO - "Sono questo sì: finisco la gara quasi più stanco di alcuni giocatori. Non posso stare fermo. L’inizio qui mi ricorda molto quello di Bologna: squadra da completare, molti giovani in ritiro...".
BENFICA - "C’è stato un colloquio, sono stati leali nel dirmi che davanti a me c’era un tecnico portoghese".
BOLOGNA - "Hanno fatto di tutto per tenermi? Confermo. Potevo benissimo continuare ma in alcune storie si va avanti e in altre no. Non c’era più l’impegno europeo, ed essendo abituato negli ultimi 5 anni a farlo, beh, era diventato importante per come sono fatto io. E poi diciamo che un mini-ciclo era giusto che si concludesse: l’aria nuova può fare bene a tutti".
NAPOLI - "Con De Laurentiis c’è sempre stata una stima reciproca. Si fanno delle scelte e loro hanno preso un grande allenatore. Ma confermo che non me ne sono andato da Bologna perché ero in parola col Napoli. È stata un decisione presa a prescindere".
NO AL MILAN - "Solo dopo la vittoria della Coppa Italia. Il mio primo trofeo ha creato un entusiasmo a Bologna e in me che avevo emozioni da non trascurare. Volevo riviverle e sono rimasto".
ADDIO AL BOLOGNA - "Ho deciso quando siamo usciti dall’Europa, a Birmingham. Nella mia testa c’è sempre stato un Bologna europeo ma capito che non l’avremmo più fatta per quest’anno, beh, ho considerato il miniciclo chiuso".
EUROPA - "Ho conosciuto l’Europa ed è meravigliosa: ti misuri, non devi mollare un secondo, non c’è mai una gara facile. Fiorentina e Bologna mi hanno dato la possibilità di farmi conoscere e quindi pure di venir chiamato da una big come il Besiktas. La Fiorentina di oggi? Non è più la 'mia' Fiorentina, mancano tre persone che per me erano cardini".
CHI HA CERCATO DEL BOLOGNA - "Niente nomi: diciamo uno o due".
TEDESCO - "Non mi ha chiamato, e condivido: non l’ho mai fatto nemmeno io perché si rischia di farsi dei preconcetti con l’esperienza degli altri. A lui dico che sta lavorando con un gruppo fantastico e con una straordinaria cultura del lavoro, valore supremo".
DOVBYK - "Un grande attaccante: sì, ci avevamo fatto un pensiero. Per Santi Castro sono contento: generosità e talento, saprà far bene, ha fame".
ORSOLINI - "Spero lo faccia presto: uno che incide così meglio non vederlo andare via. Io non vedo un Bologna senza Orso ma anche un Orso senza Bologna".
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