SOS Fanta News Giulini: "Inter, Nainggolan così non resta! Joao Pedro impensabile, vi svelo che Nandez..."

Giulini: "Inter, Nainggolan così non resta! Joao Pedro impensabile, vi svelo che Nandez..."

Fabrizio Romano

La Gazzetta dello Sport, in esclusiva, parla oggi Tommaso Giulini, presidente del Cagliari che celebra il centenario e pensa al futuro. Da Zenga fino alla squadra, Giulini dice tutto.

ZENGA - "Il contratto di Zenga? Nulla di strano, c’è solo un accordo-clausola in cui si riduce il corrispettivo qualora il campionato non si dovesse concludere. Mi piacciono le sue idee. Porterà qualche novità importante, il suo entusiasmo e il suo carisma. Sta vivendo questo periodo difficile nel nostro centro sportivo, ogni tanto passo a salutarlo. La sua leadership sarà fondamentale quando ripartiremo. Ha le caratteristiche di un famoso tedesco: lo definirei il nostro Jurgen Zenga (riferimento a Klopp, ndr)".

JOAO PEDRO - "Lo ammetto, non mi aspettavo la sua esplosione, la qualità e la diversità dei suoi 16 gol. Oggi è un giocatore completo: può coprire tutti i ruoli in attacco".

NANDEZ - "Il calo di Nandez? Veniva da una stagione lunga e non si era mai fermato. Vi posso svelare che è questo il motivo per cui avuto una flessione fisiologica, ma lui e Rog hanno dato per gran parte della stagione al nostro centrocampo qualità e quantità".

NAINGGOLAN - "Quante possibilità ci sono che possa restare? Se lui volesse rimanere cercheremo di aprire una trattativa con l’Inter, ma è durissima. Oggettivamente nel mondo del calcio post Coronavirus, il Cagliari non può permettersi neanche metà del suo stipendio e così non resta qui, lui è dell'Inter".

RIPARTIRE - "Non faccio previsioni e farebbe bene un po’ tutti ad evitare proclami e immaginare date. Si è parlato troppo in un momento in cui sarebbe stato più rispettoso e responsabile tacere e attendere vista la situazione e i morti. Semplicemente: quando ci saranno le condizioni sanitarie per riprendere lo faremo. Oggi non ci sono".

L'IDEA - "Personalmente credo che se non si riesce a ripartire entro metà giugno e terminare entro fine luglio abbia poco senso riprendere. Ci sono abitudini del calcio italiano che non vanno cambiate drasticamente e non si può neanche stare mesi e mesi nell’attesa di ricominciare".