Fares Ghedjemis, attaccante del Frosinone, ha concesso un'intervista ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. Ecco le sue parole dopo la promozione: "Grazie al Frosinone? Devo dirlo soprattutto al presidente Stirpe, all’ex direttore Guido Angelozzi e al suo collaboratore Gianluca Longo che è venuto a cercarmi nella C francese. Ma poi pure il tecnico Massimiliano Alvini: mi ha dato tante cose, grazie a lui oggi capisco che giocatore e che uomo sono. Mi ha detto di rimanere e che mi ha avrebbe fatto crescere. Vuole il bene di tutti, anche di chi gioca poco. È una grande persona. Ringrazio il direttore generale Piero d’Oronzo. E il nuovo ds Renzo Castagnini e lo staff. I tifosi? Non so come posso dire grazie a tutti".
Ghedjemis: "15 gol? Ciò che so fare, ho fatto bene anche in Serie A! Su Frosinone e futuro..."
15 GOL - "Sono stato me stesso. Ho fatto ciò che so fare da quando ero bimbo. Il più bello? Col Südtirol, per il movimento e il contromovimento, il tiro a giro, dribbling, il calcio che piace a me. Cose che mi regalo dalla nascita".
OYONO - "Siamo sempre insieme, anche fuori dal campo. Voglio davvero tanto bene ad Anthony e Jeremy. Si è visto anche in campo che abbiamo questa unione». DIFFICOLTÀ - "Non più di tanto. Anche in A ho fatto bene. Quell’anno c’era un ottimo giocatore come Soulè, che ha aiutato tanto la squadra".
FUTURO - "Presto per parlare del futuro. Ora testa al Mondiale. Dobbiamo prepararlo bene. Poi vedremo al momento giusto".
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