SOS Fanta News Gazzetta: "Caso Covid per Immobile e altri due giocatori! Incongruenza con rischio molto serio"

Gazzetta: "Caso Covid per Immobile e altri due giocatori! Incongruenza con rischio molto serio"

Fabrizio Romano

"I riflettori si sono accesi sulla Lazio: un clamoroso esempio di difformità che ha portato la Procura federale della Figc, guidata da Giuseppe Chinè, ad aprire un’inchiesta". Così oggi La Gazzetta dello Sport in un articolo a firma Alessandra Gozzini tocca il tema del Covid in casa Lazio che sta agitando il club e non solo: "I rappresentanti del pool costituito hanno ascoltato il presidente Lotito e il medico sociale Ivo Pulcini, oltre ad acquisire tutti i referti dei tamponi. L’obiettivo è accertare eventuali violazioni ai protocolli sanitari. Per la Lazio è già la terza ispezione federale", spiega il quotidiano.

COSA SUCCEDE - Ma cosa è successo? La cronologia degli eventi parte da lunedì 26 ottobre. Il gruppo viene sottoposto ai tamponi previsti dall’Uefa: non partiranno per Bruges, seconda tappa di Champions, Immobile, Luis Alberto, Pereira (risultato negativo a nuovi controlli e poi aggregato), Lazzari e Anderson. La Lazio non rende noti i nomi dei calciatori colpiti dal Covid per ragioni di privacy: ma la loro esclusione dalla trasferta ha questa unica motivazione. Out anche Leiva e Strakosha già indisponibili per influenza e disturbi gastrointenstinali. Domenica 1 novembre, appena cinque giorni dopo l’assenza di coppa, Immobile risulta negativo e partecipa al viaggio a Torino. Ieri l’ultima puntata: Immobile, Leiva e Strakosha vengono di nuovo fermati dall’Uefa per positività al tampone alla vigilia di Zenit-Lazio.

RISCHIO - Come spiega La Gazzetta, "l’incongruenza è eclatante e, se verificata, avrebbe conseguenze pesanti e non solo a livello sportivo. L’ incongruenza deriva dal differente modo di valutare le analisi: l’Uefa si affida (per i club italiani) al Synlab, in campionato ogni società è libera di appoggiarsi a strutture convenzionate e riconosciute dall’autorità sanitaria locale. I controlli Uefa prevedono uno screening su tre geni: E, Rd/RP, N. Le cliniche dei club possono riferirsi a uno solo di questi (N): un’opzione a cui le società più attente non danno seguito. Da qui la differente valutazione. Una difformità che rischia di mettere in crisi la credibilità del sistema. I giocatori, come qualsiasi altro positivo, sono costretti a dieci giorni di isolamento, per tornare arruolabili solo dopo un tampone negativo. Ci sono stati altri casi in cui questo non è avvenuto, ma con motivazione specifica. L’interista Hakimi, positivo per l’Uefa alla vigilia del Borussia, era negativo al controllo successivo dell’Inter (e in campo con il Genoa): stesso risultato attestato dal nuovo tampone Uefa. I milanisti Donnarumma e Hauge, assenti contro lo Sparta Praga, erano a disposizione (Gigio titolare) a Udine: tre casi di falsa positività, attestati dalle autorità sanitarie. Diverso il caso dei laziali: positivi, negativi, di nuovo positivi".