SOS Fanta News Gazzetta: "Allegri, cosa filtra dal club sull'esonero! Con Di Maria rapporto sfilacciato, la squadra..."

Gazzetta: "Allegri, cosa filtra dal club sull'esonero! Con Di Maria rapporto sfilacciato, la squadra..."

Guglielmo Cannavale

Massimiliano Allegri al momento non è a rischio e non risultano chance di esonero, lo spiega Sky Sport. Sulla panchina della Juve fa un punto approfondito La Gazzetta dello Sport: "A Monza Arrivabene, Nedved e Cherubini (assente il presidente Andrea Agnelli) sono andati via silenti e arrabbiati, ma ciò che filtra dalla pancia del club è che non ci siano cambi di direzione in vista. Allegri resta al timone, rivedrà la squadra (o ciò che resta, visti i tanti giocatori impegnati con le nazionali) mercoledì dopo 2 giorni di riposo e proverà a cercare un modo per uscire dal labirinto in cui tutti, tecnico, squadra e dirigenti, appaiono imprigionati. Ieri Allegri ha visto la partita con il fedele collaboratore Aldo Dolcetti nello sky box numero 57, che nella smorfia napoletana viene associato al gobbo e di conseguenza alla fortuna. Non ne ha avuta tanta la sua Signora, ma nemmeno se l’è cercata, anzi ha fatto di tutto per mettersi nei guai, a cominciare dall’espulsione di Di Maria. A meno di sorprese, non verranno fatte valutazioni sull’allenatore prima della sosta di novembre, quando si saprà già se la Juve è dentro o fuori da questa Champions e se rischia seriamente di non qualificarsi per la prossima. La sensazione però è che mai ci sia stata così tanta distanza tra tutte le parti in commedia e questo alimenta le tensioni e non favorisce le soluzioni.

La squadra è sfiduciata e in evidente crisi d’identità, il tecnico è in confusione e il club inizia ad avere perplessità sull’operato di Allegri. Come se ci fosse un’assuefazione generale alla nuova dimensione di mediocrità, cosa non da Juve. Non potendo scendere negli spogliatoi, a fine partita Max si è rifugiato in pullman livido in volto, in attesa della squadra. E’ il momento più difficile da quando è alla Juve, in 5 giorni ha perso contro Benfica e Monza e a metà settembre è già con un piede fuori dalla Champions e indietro in campionato. Nonostante l’ottimismo ostentato alla vigilia, appare smarrito e isolato. Il primo a mollarlo è stato Di Maria, irritante per come passeggiava in campo e deleterio per essersi fatto espellere per una gomitata a Izzo, lasciando i compagni in 10 per più di un tempo. Allegri lo aspettava come manna per risollevare la squadra con la sua qualità, il Fideo (che poi si è scusato sui social) però ha giocato svogliato e forse con la testa già alla nazionale. Dopo pochi mesi il rapporto tra i due sembra essersi già sfilacciato, complice la gestione del giocatore durante l’infortunio: Di Maria avrebbe preferito più cautela dopo la lesione all’adduttore, aver affrettato il rientro lo ha costretto a fermarsi ancora. Forse il tecnico sperava in un aiuto in più anche nello spogliatoio, ma Angel è leader tecnico, non un capo carismatico.

A proposito di leader, ieri Bonucci è finito in panchina. «Scelta tecnica», ha spiegato il vice Marco Landucci, sorprendente però in una partita così delicata, visto che Leo è capitano ma anche anima e trascinatore del gruppo. Forse ad Allegri non sono piaciute le sue parole nel post Benfica («Sono preoccupato, facciamo fatica a fare tutto, non so se è un fatto fisico o mentale»). Timore condiviso da buona parte della squadra e anche dalla società, che a inizio stagione ha aggiunto collaboratori allo staff di Max (Bianco per la parte tecnica e Andreini per quella atletica) ma non li vede ancora sufficientemente coinvolti. Allegri resta, ma la fiducia non è illimitata. Le prossime partite serviranno al club per capire se c’è unità d’intenti e se il tecnico è ancora padrone della situazione".

Nel caso in cui la situazione dovesse precipitare nelle prossime settimane c’è il nome di Montero: “La soluzione interna, che porta dritta al nome di Paolo Montero, resterebbe insomma la più realistica ma anche credibile. Per il suo senso di appartenenza al club (aspetto che pare stia venendo a mancare un po’ troppo - alla squadra - nelle ultime settimane) e, di conseguenza, per come lo accoglierebbero i tifosi in questo momento di crisi. L’ambiente Juve in questo momento vuole riconoscersi, ha fame di quella identità che l’ha sempre contraddistinta di fronte alle difficoltà”.