"Al momento niente dimissioni, ipotesi rimbalzata già martedì e smentita a tutti i livelli". Si parte da qui. Ma Andrea Agnelli, pur non facendo finora un passo indietro, non è ancora certo di rimanere presidente della Juventus dopo il disastro Super Lega. E La Gazzetta dello Sport dedica la sua prima pagina a questo tema: "La questione a medio termine resta. Agnelli ha rotto le relazioni con la Fifa, con la Uefa e i presidenti di Serie A, si è esposto in prima persona ed è stato identificato da Ceferin come nemico numero 1 dopo il tradimento. Può ancora guidare la Juve in un momento così difficile per rapporti internazionali e situazione economica?":
Gazzetta: "Agnelli non s’è dimesso ma è a rischio: Lippi e i candidati per la Juve in caso di addio"
Come spiega La Gazzetta, "la Juve rischierebbe di essere, almeno per un periodo, isolata in Italia e in Europa, nonostante l’alleanza con il Real". Maggio in particolare, il mese in cui termina il campionato, è al centro dei rumor. Logico che, per arrivare a una risposta, sarà decisivo il ruolo di John Elkann, cugino di Agnelli, soprattutto presidente e a.d. di Exor, società che detiene il 63,8% del capitale della Juve.
Il quotidiano parla anche di possibili successori: "La decisione naturalmente non sarà semplice - Agnelli è nel cda di Exor e una figura importante nella famiglia - e si baserà, oltre che sull’attualità da Superlega, sulla situazione economica. Le possibili soluzioni alternative non mancano. Alessandro Nasi, cugino di Andrea Agnelli, vice presidente di Exor, è emerso come il primo candidato naturale. Evelina Christillin, appena rieletta nel Consiglio Fifa, sarebbe perfetta per il dialogo internazionale. E una soluzione differente, ma già presente nella storia juventina, sarebbe un presidente di estrazione calcistica, magari Marcello Lippi che sarebbe onorato di tornare a occuparsi della Juve. Al momento, la certezza è una sola: Andrea Agnelli si sente ancora presidente".
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