Gasperini: “Se Malen insidia i 36 gol non mi sorprende! La verità su Koné, Hermoso, Molina, Lulli, Mora…”
L'allenatore della Roma, Gian Piero Gasperini, ha rilasciato una intervista a La Gazzetta dello Sport nella quale ha parlato delle prospettive della sua squadra e di diversi dei giocatori che allena. Ecco di seguito le sue dichiarazioni, a partire dalla partenza sprint da parte di Donyell Malen.
MALEN - "Il primo tocco, con cui si crea lo spazio. Con il secondo si prepara, col terzo spara. Mi sono detto: se sposto quei tre tocchi vicino alla porta, diventa letale. Infatti…. Dove può migliorare? Mantenere la fame, anche se ha già segnato due gol. Si può sbagliare, ma c’è modo e modo. A Lecce l’ha fatto con troppa leggerezza. Quanti gol mi aspetto dall’olandese? Se insidia il record dei 36 di Higuain, non mi sorprende".
PAURA CHE DYBALA SI FERMI - "Se ho paura che Dybala si fermi? No, ha fatto tutta la preparazione al meglio, è forte, sta bene. Ci sono parole che odio: preservare, risparmiare, riposare… Io chiedo a Paulo: "Vuoi giocare ancora?". Se mi risponde "Sì", lo tengo dentro anche sul 4-0 per noi. Mai fermare un ragazzo che si diverte e giocare. Quante ne ha saltate Messi?". In mattinata - dopo la pubblicazione dell'intervista - intanto è emerso che Dybala è in dubbio per la prossima sfida all'Atalanta (leggi qui i dettagli).
VETO SU KONE AL CHELSEA - "Ma no, è un merito che mi hanno attribuito ingiustamente. Io fino alla partita di Lecce non avevo sentito nulla su Koné, dopo non ci sarebbe stato più tempo per le trattative. E comunque non ci è mai arrivata una proposta ufficiale".
MORA NON E' COME ZARAGOZA - "Mora un altro Zaragoza? Nooo! Questo è un grande vero. Ogni palla che tocca, succede qualcosa. Come succede ai grandi".
MOLINA - "Molina viene da un Mondiale che lo ha prosciugato e da abitudini tattiche diverse, meno aggressive. Ma è quasi pronto. Giocherà spesso a sinistra, per sfruttare il gran destro quando rientra. Se a Parma non avessi cambiato fascia a Rensch, non saremmo in Champions".
MANCINI ED HERMOSO - "I miei gladiatori. Hermoso ha il fisico di una statua, si è tolto gli anni".
SCUDETTO - "I sogni non si soffocano mai. L’importante è sapere che, quando suona la sveglia, la realtà è un’altra cosa. Poi, se vivi la realtà nel modo giusto, puoi anche farla combaciare con i sogni. Ma non sono discorsi da inizio settembre. Com’è l’aria in città dopo la sgommata iniziale? La passione c’è sempre stata, ora vedo entusiasmo, ma maturo, consapevole. Più di quanto si creda fuori Roma. Ai romanisti non gliela racconti facilmente. Hanno avuto grandi campioni, grandi squadre. Conoscono il calcio. Oggi sono tifosi soddisfatti. È la mia grande gratificazione. Vederli soddisfatti".
FAIR PLAY FINANZIARIO - "Se ho capito il Fair Play Finanziario? Con mio grande rammarico, credo di sì. A giugno, pensavo che avessimo risolto i problemi con i soldi della qualificazione in Champions. Quando abbiamo provato a prendere Greenwood e Summerville, ho capito che non era così. L’estate è stata una tortura, rivedere di continuo le idee di mercato e rinunciare a ragazzi che erano entusiasti di venire alla Roma, per ragioni di monte ingaggio. La proprietà, compatibilmente ai paletti finanziari, ha fatto tutto il possibile. E comunque, il mio rammarico è stato compensato. Da cosa? Dalla voglia di restare di un gruppo di ragazzi, giovani e meno, che si sono tagliati lo stipendio e hanno messo davanti a tutto l’amore per la maglia e per la piazza: Dybala, Hermoso, Mancini, Cristante, Pellegrini, Lulli… Questo spirito è la nostra forza. Non succede ovunque".
NIENTE ESTERNO - "Un uomo in più per i cambi e un attaccante con caratteristiche diverse. Gittens e Luiz Henrique gli ultimi tentativi. Prenderne uno normale, tanto per prenderlo, non avrebbe avuto senso".
ATTACCANTE - "Se volevo un'altra torre come Dovbyk? L’ho cercata anche stavolta. Poi è spuntato Castro che si è comprato il biglietto del treno per venire da noi. Non potevo scaricarlo. E comunque anche lui sa colpire di testa".
LULLI - "Lo facevo allenare con noi già nella stagione scorsa. Per valori atletici, velocità e resistenza, è superiore a tutti, anche a Wesley. Una forza della natura. Ed è un ragazzo d’oro. Deve crescere tecnicamente".
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