Paulo Fonseca, ex allenatore del Milan, ha rilasciato un'intervista a Sportweek in cui è tornato sulla sua esperienza in rossonero. Queste le sue parole:
Fonseca: "In Italia i giocatori pesano più del club! Io al Milan per cambiare ma non mi hanno dato il tempo"
DELUSIONE - "Sono deluso, sì, perché due anni fa venni chiamato per un motivo: cambiare lo stile di gioco della squadra. 'Vogliamo che il Milan diventi dominante, che abbia la palla e giochi nella metà campo avversaria', mi fu detto dal club. Perfetto, risposi, è la mia stessa idea di calcio".
CAMBIAMENTO - "Ero stato voluto per cambiare mentalità. Non mi hanno dato il tempo, ma abbiamo giocato tante belle partite. E dopo di me non è più successo. Ma la verità è che per cambiare ci vuole tempo e giocare questo calcio in Italia non è facile. Per riuscirci bisogna cambiare prima di tutto la testa dei giocatori. Vi sembrerò arrogante, ma io ero avviato su quella strada e, dopo di me, non ho mai più visto il Milan esprimere la qualità di gioco mostrata con il sottoscritto in panchina".
AMORIM - "Ho visto che Amorim è arrivato a Milanello e c'era Cardinale in persona ad attenderlo. Quando arrivai io invece non c'era nessuno".
ITALIA E PORTOGALLO - "In Italia spesso i giocatori pesano più del club. Se qualcuno, pure forte, non meritava, con me non giocava, perché nessuno è più grande del Milan. La vostra filosofia calcistica non si vede da nessuna parte: per 90 minuti non giochi e ti difendi, però se all'ultimo fai gol e vinci, va tutto bene e sei bravo. In Portogallo abbiamo la capacità di lavorare bene coi giovani, preparandoli ad arrivare a un livello alto. Siamo il Paese che lavora meglio sotto questo aspetto".
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