SOS Fanta News Dionisi: "Berardi è magico, difficile pensare al Sassuolo senza di lui! Ecco perché Laurienté era calato"

Dionisi: "Berardi è magico, difficile pensare al Sassuolo senza di lui! Ecco perché Laurienté era calato"

Alessandro Cosattini

Parla Alessio Dionisi alla Gazzetta dello Sport. L’allenatore del Sassuolo ha fatto un bilancio della stagione appena terminata dei neroverdi: “Andata sufficiente, ritorno ottimo, in generale positivo. Nel momento complicato, quando la zona salvezza era cinque punti più in basso, siamo stati bravi tutti: abbiamo fatto scelte difficili, lavorato nel modo giusto. Gennaio e febbraio mi hanno insegnato molto: mi sento migliore e spero di trasmettere le mie sensazioni all’ambiente e alla squadra. Questa stagione mi ha dato la conferma che la forza di un gruppo emerge nelle difficoltà: un giocatore lo pesi non quando sbaglia, ma nel modo in cui reagisce all’errore. E vale anche per me”.

RINNOVO - “Dopo due anni bisogna condividere tutto, sapendo che in questo club i cambiamenti sono naturali. Abbiamo analizzato le caratteristiche dei giocatori che ci servono, individuando l’ossatura di partenza della rosa. L’importante è non considerare l’11° anno in A del Sassuolo come la conseguenza del 10°. Non è così. E non sarà nemmeno il terzo campionato di Dionisi. Sarà una stagione in cui porteremo avanti il nostro progetto sapendo che i risultati dipendono da tante variabili. Io sono un allenatore che capisce le necessità. Ma ovviamente perdere uno dei nostri giocatori importanti sarebbe pesante; perderne due sarebbe quasi impossibile da assorbire”.

FRATTESI E BERARDI - “Se qualcuno parte, spero che arrivino giocatori pronti e magari uno in ogni reparto”.

BERARDI - “Domenico è il top player del Sassuolo: non è bravo, è di più. E’ magico. Qui può esprimere non solo le grandi qualità, ma quello che ha in testa. Abbiamo giocato 16 partite senza che lui fosse titolare e non eravamo pronti. Se Berardi è in campo, sono diversi anche gli allenamenti. Ha un grado di maturazione che sorprende anche me. Non si tratta del numero, del colpo di tacco, della giocata: Domenico vede il calcio. E può stare dovunque: attacca la profondità come una prima punta, si muove tra le linee come un trequartista, costruisce come una mezzala di qualità. Difficile pensare a un domani senza di lui”.

METÀ CLASSIFICA E LAURIENTÉ - “Io sono ambizioso e anche il club lo è. Mi dispiace se vedo qualcuno che non spinge quanto potrebbe o che magari rallenta, magari senza accorgersene. Laurienté, ad esempio, si è inserito benissimo in Serie A, anche meglio di quanto pensasse. Però quando gli avversari hanno cominciato a conoscerlo, lui ha abbassato un po’ l’intensità mentale. Non è andato più alla ricerca del miglioramento nella partita”.