SOS Fanta News De Zerbi: "Ho avuto uno scontro con Boga, è troppo timido! Locatelli ha un difetto"

De Zerbi: "Ho avuto uno scontro con Boga, è troppo timido! Locatelli ha un difetto"

Redazione

Roberto De Zerbi è stato ospite della Bobo TV e ha raccontato alcuni retroscena della sua carriera e della sua esperienza come allenatore del Sassuolo.

MENTALITÀ - "Io penso che i giocatori bravi sono dappertutto, Inghilterra  o Spagna. La grandezza di Guardiola è aver adattato la sua idea di calcio ai giocatori e ai campionati in cui è stato. Una volta gli chiesi perché il suo Bayern Monaco mettevano più cross del Barcellona e lui mi rispose che era un fatto di cultura".

LOCATELLI E BOGA - "Sono tutti e due giocatori con i quali mi sono scontrato forte, forte, forte. Con Locatelli all'inizio del secondo anno, ma pesante proprio, perché entrambi sono stati dotati di qualità superiori da madre natura. Io ho cercato di migliorarli in due cose: dargli un ordine in campo, Boga non sapeva attaccare la profondità e per un attaccante che vuole la palla sui piedi 10 volte su 10, è meglio alternare. Sono migliorati nella testa. Locatelli dovrebbe perdere un po' la superficialità che ha, ha anche quel briciolo di presunzione che serve. Lui nella sua testa si vede titolare all'Europeo con l'Italia ma non deve essere superficiale. È un giocatore di livello mondiale. Boga ha doti tecniche, fisiche, pazzesche ma è troppo timido, è riservato, non chiama la palla in campo, non si impone come un giocatore del suo talento. Adesso ho avuto anche uno scontro con lui e speriamo che serva per aiutarlo. A me piace essere d'aiuto con i giocatori, spero che tra qualche anno possano ricordarmi importante per la loro crescita".

SENSI - "È un giocatore di cui sono innamorato. Quando l'ho preso pensavo fosse un organizzatore di gioco, come Xavi, ma ha anche qualche tratto come Iniesta. Il primo anno al Sassuolo giocavo con Boateng di punta e ho fatto giocare Sensi come mezz'ala. Lui sapeva ricoprirlo questo ruolo. Il suo problema in questi anni sono stati gli infortuni. Ha qualità da vendere. È un ragazzo serissimo".

LAVORO - "A me piace divertirmi. L'allenatore è un lavoro stressante, se non uno non si diverte nemmeno diventa pesante".

FUTURO IN UNA BIG - "Se ci sono le condizioni, ovvero avere l'autonomia completa, allora potrei accettare. Se fai questo lavoro devi sentirti pronto poi devi fare la conta del materiale che hai disposizione e delle condizioni in cui lavori. Un allenatore deve essere in grado anche di dire di no".

ESPERIENZA - "Ho quasi 250 panchine fra i professionisti. L'esperienza ti permette ti vedere cose in anticipo. Allo stesso tempo perdi qualcosa lungo il percorso, io ero molto più vulcanico. Non conto ancora fino a 10 ma almeno fino a 6/7".

ATTACCANTE - "Io i miei attaccanti li lascio completamente liberi. Devono sapere che però ci sono i compagni. La giocata la decidono loro. Le partite le risolvono gli attaccanti ma all'interno di un ordine. Certamente non voglio soldatini".

RAPPORTO CON IL CALCIO - "Ho un rapporto forte con i giocatori. Ho avuto anche degli scontri. Quello che io avrei voluto avere da un allenatore ora nel mio piccolo cerco di darlo come tecnico. Il Sassuolo non è diventato forte solo grazie a me ma anche grazie alla società e al gruppo storico dei giocatori. Do tutto per il calcio e fatico ad accettare quando i giocatori non danno lo stesso valore al calcio".

SCONFITTA CON IL TORINO - "Adesso è un momento particolare. Prandelli ha detto delle cose che io mi sento di condividere. Io a Sassuolo ho sempre spinto per il settimo posto perché devo mettere pressione alla squadra altrimenti rischi di spegnerti. Ora che il distacco dalle big è ampio, qualcuno dei miei giocatori ha staccato la spina. Adesso è più difficili riprendere il filo, anche per me. La mia voce è sempre la stessa e anche per me non è facile tenere la barra dritta".

ATALANTA E VERONA - "Con Atalanta e Verona, che ti vengono uomo a uomo, sono due partite diverse perché non hai la superiorità numerica", riporta Sassuolonews.