SOS Fanta News De Laurentiis: "Cardinale a cena diceva cose che non stavano né in cielo né in terra! E la mia reazione...."

De Laurentiis: "Cardinale a cena diceva cose che non stavano né in cielo né in terra! E la mia reazione...."

Daniele Najjar
Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha parlato in conferenza stampa lanciando una frecciata non da poco al patron del Milan, Gerry Cardinale.

Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha parlato in conferenza stampa dopo aver ricevuto a Palazzo Grazioli, a Roma, il Premio Sportivo alla Carriera dell'Associazione della Stampa Estera in Italia. Fra le sue parole anche una dura critica al patron del Milan, Gerry Cardinale.

CARDINALE - "Tre anni fa invitai Gerry Cardinale a cena. Mi fece un discorso al quale preferii non obiettare, altrimenti avrei dovuto prenderlo e buttarlo fuori. Dal mio punto di vista diceva cose che non stavano né in cielo né in terra: è un proprietario che aveva esigenze da finanziere e non da vero imprenditore. A me si può rimproverare qualsiasi cosa, ma nel cinema ho sempre fatto l'artigiano. Sceglievo personalmente le idee e non ho mai prodotto un film che mi venisse proposto da altri: ho realizzato soltanto progetti nati nei nostri uffici. Ancora oggi con Carlo Verdone ci confrontiamo, partiamo da un'idea e poi la sviluppiamo insieme. E chi finanzia il prodotto? Io. Chi lo realizza materialmente? Sempre noi. Chi lo commercializza e lo distribuisce in Italia e all'estero? Noi". De Laurentiis ha poi trasferito lo stesso ragionamento al sistema dei diritti televisivi: "Siamo in una fase in cui ci sarebbe moltissimo da cambiare. Si parla di DAZN: leggevo un articolo sulla diminuzione percentuale degli spettatori rispetto all'anno precedente, mentre loro guadagnano anche attraverso le inserzioni pubblicitarie. Bisogna capire una cosa: così come quando realizzo un'opera audiovisiva sono io stesso a commercializzarla, ho sempre chiesto ai miei colleghi perché non dovremmo essere noi a vendere direttamente le partite ai nostri tifosi in tutto il mondo. Juventus, Milan, Inter, Napoli e Roma sono le squadre con più tifosi e rappresentano il motore del calcio italiano. Questi club dovrebbero farsi carico della commercializzazione del prodotto calcio".

CONTRO GLI ULTRAS - "Perché sono contro gli ultras? Il calcio deve essere passione e partecipazione ed è altamente educativo per i bambini. Non può esserci spazio per gli hooligans e per il concetto Acab. Non puoi avere gruppi ultras con radici mafiose, 'ndranghetiste e camorriste. Finché questori, prefetti e ministri dell'Interno non prenderanno in mano la situazione, il problema resterà. Avete visto quello che è successo all'Inter un anno e mezzo fa? Lo avete visto tutti, no? Questo è un altro grande problema".

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