Parla il capitano della Juventus: Danilo ha infatti rilasciato un'intervista a TNT Sports Brasil in cui ha parlato della sua esperienza in bianconero.
Danilo: "Capitano Juve? Un orgoglio, non penso al Brasile. Gatti mi ha sorpreso perchè..."
CAPITANO - "È motivo di grande orgoglio. Una squadra di grande tradizione come la Juventus è sempre stata ben rappresentata a lungo da giocatori storici italiani. Dopo essere stato vice-capitano l'anno scorso, in questa stagione sono diventato capitano della squadra. Questo ha a che fare con la mia esperienza in altri campionati e Paesi, con il mio modo di comunicare con i compagni, con gli arbitri e con l'universo Juventus. Il fatto che la decisione dell'allenatore sia stata accettata così bene, soprattutto dai miei compagni di squadra, mi riempie di orgoglio. Sono fiero che anche i tifosi italiani, che difendono la loro bandiera e la loro cultura, spesso mi salutano e mi ringraziano per difendere sempre la Juventus e i suoi colori. Mi sento parte del club, della città e delle sue tradizioni".
BRASILE - "Non sto ancora pensando di tornare. L'América Mineiro è stato il mio primo club e penso che quello che ha fatto Moisés è stato molto bello: tornare alle mie origini e chiudere il cerchio. Ma sto pensando di finire la mia carriera in Europa".
GATTI - "Abbiamo l'esempio di Federico Gatti, un giocatore che forse quattro anni fa giocava ancora nelle categorie amatoriali e da un momento all'altro si trova alla Juventus, poi in Champions League e nella Nazionale italiana, un mondo molto diverso da quello a cui era abituato. Quando è arrivato, mi ricordo che era più o meno da 3 mesi che stava cercando casa, poi un giorno gli ho chiesto: "Gatti, ma hai trovato una casa?". E lui mi rispose: "Ne ho trovato una vicino all'aeroporto, qui a Torino." Ho subito pensato che non fosse un posto dove di solito alloggiano i calciatori della Juventus, che preferiscono più il centro città o verso le Colline, che sono posti "migliori" diciamo. Vicino all'aeroporto è forse un aerea più rurale, e ribattei: "Ti piace, ti trovi bene?" E lui mi ha detto: "Dani, è quello che mi conveniva di più in questo momento." Era appena arrivato, non aveva un contratto diciamo stratosferico, era un giocatore in crescita, ma quando lui mi ha detto: "E' quello che mi conveniva di più", ho pensato che a volte gli insegnamenti nella vita arrivano quando meno te lo aspetti. Gatti è un ragazzo che mi piace molto, ho un grande affetto per lui, abbiamo un bel rapporto. A volte si pensa che si impari di più dai calciatori con più titoli, con più esperienza e con una carriera incredibile, ma poi arriva un ragazzo dalle categorie dilettanti, che ha fatto tanta gavetta, e che ha lavorato al mercato, che è riuscito a darmi questo insegnamento. Lui certamente avrà pensato alla sua stabilità, tranquillità e a quello che più gli conveniva in quel momento, ed aveva ragione."
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